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Scontro in procura di Milano

Scontro in procura di Milano

Scontro in procura di Milano su appalti Expo e caso Ruby

Bruti Liberati al csm: "Chiudere in fretta il caso". Ma il pm Pomarici: "Ruby assegnata alla Boccassini fuori dai criteri vigenti"

A margine degli arresti eccellenti sugli appalti di Expo 2015, prosegue la polemica tutta interna alla procura di Milano tra il capo Edmondo Bruti Liberati e il suo vice, Alfredo Robledo. Era stato quest'ultimo a segnalare al Csm (consiglio superiore della magistratura) alcune presunte irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli, nonché vari ritardi nell'apertura di alcune inchieste.

L'esposto di Robledo riguardava anche l'inchiesta che ha portato - a febbraio - all'arresto di Antonio Rognoni, numero uno di Infrastrutture Lombarde, e ora agli arresti di Primo Greganti, Gianstefano Frigerio, Angelo Paris oltre a un imprenditore e un faccendiere. Questa inchiesta non è stata firmata da Robledo.

Ora Edmondo Bruti Liberati va all'attacco e accusa il suo vice di avere in qualche modo "ostacolato" l'inchiesta stessa, chiesoldendo uno stralcio che avrebbe ritardato l'indagine. Non solo: Robledo avrebbe disposto, sul caso Expo, un doppio pedinamento che avrebbe provocato gravi danni se non fosse stato per la "reciproca conoscenza" da parte dei due reparti della guardia di finanza, che si sono incontrati fisicamente e si sono riconosciuti.

Ma se Liberati chiede al csm una "definizione sollecita" del fascicolo, per riportare serenità in procura, scoppia anche il caso dell'indagine Ruby, che secondo il pm milanese Ferdinando Pomarici sarebbe stata assegnata (a Ilda Boccassini) in modo non conforme ai criteri.

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