Scuola, tagli a ore sostegno disabili: “Comportamento discriminatorio”

I genitori di 3 scuole milanesi hanno vinto il ricorso contro il ministero dell'Istruzione. Secondo il giudice i tagli sarebbero discriminatori. Entro 30 giorni le ore di sostegno tagliate dovranno essere ripristinate

Le ore di sostegno per gli studenti disabili, tagliate dalla legge Finanziaria, dovranno essere ripristinate. Lo ha deciso il Tribunale civile di Milano accogliendo il ricorso dei genitori di 17 alunni di tre scuole milanesi contro il Ministero dell'Istruzione, l'Ufficio scolastico regionale lombardo e quello provinciale milanese.

La riduzione delle ore di sostegno per gli studenti disabili, seguita al ridimensionamento degli organici scolastici secondo il giudice Patrizio Gattari sarebbe un comportamento discriminatorio.

Nell'ordinanza gattari precisa che è "accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l'anno in corso rispetto a quelle fornite nell'anno scolastico precedente (2009/2010)".

Il Tribunale con la sua decisione ordina quindi "alle amministrazioni convenute la cessazione della condotta discriminatoria e condanna i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell'anno scolastico 2009/2010". I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall'associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità).

Il commento dell'Ufficio scolastico regionale. "E' una sentenza deludente, ma non vogliamo fare polemiche perché abbiamo grande rispetto per i genitori con figli disabili", ha dichiarato Giuseppe Colosio, direttore dell'Ufficio scolastico regionale della Lombardia. "E' una sentenza che ci ha sorpreso perché parla di discriminazione, ma la discriminazione non c'é - ha continuato Colosio a margine di una conferenza stampa a Milano -. La politica dell'ufficio scolastico regionale, di quello provinciale e delle scuole è attuare l'integrazione al cento per cento dei disabili nella scuola".

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Secondo il dirigente scolastico, a questo proposito, c'é "troppa confusione" tra la figura dell'insegnante di sostegno, "che non è un insegnante per l'alunno disabile ma per la classe nella quale è inserito lo stesso", e l'assistente ad personam, "questa sì dedicata al singolo alunno con problemi di disabilità. Molto spesso questa confusione di ruoli porta a risultati che non sono positivi".

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