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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Ripamonti

A rischio gli scrutini nelle scuole per la protesta dei docenti

A partire da ieri è partita la protesta dei docenti che si oppongono alla riforma delle superiori e ai tagli della legge 133. L'intento è quello di far saltare gli scrutini in 300 scuole milanesi

La fine dell'anno scolastico è coincisa con l'inizio delle proteste del mondo della scuola, e in particolare dei docenti, contro quello che hanno definito "il massacro della scuola pubblica": la riforma delle superiori e i tagli della legge 133. La modalità di sciopero, questa volta è coincisa, almeno negli intenti, con l'annullamento degli scrutini. E tuttavia ci sarebbero state "poche adesioni allo sciopero degli scrutini indetto da diverse organizzazioni sindacali".

Questo, almeno, è quanto ha affermato dal provveditorato provinciale che, sulla base delle prime risposte dagli istituti, ha parlato di "pochissime segnalazioni". Secondo il "Coordinamento precari 3 Ottobre", invece, solo ieri sono saltate più di 200 verifiche nelle scuole, soprattutto superiori, di Milano e provincia.

Diversa l'opinione dei sindacati. Sono stati 34 gli istituti di Milano e provincia dove ieri sono stati bloccati gli scrutini secondo Cub-Scuola, che ha espresso "pieno sostegno ai colleghi e mobilitazione minima indispensabile al blocco". Secondo quanto riferiscono i sindacati, le scuole interessate dal blocco sono il Bertarelli, il Ferraris-Pacinotti, il Cremona, il Virgilio, il Varalli, il Giorgi, l'Allende, il Tenca, il Tito Livio, il Luxemburg, il Brera, il Marconi, l'Oriani-Mazzini, il Curie, lo Steiner, il Leonardo da Vinci, il Einstein, il Verri, il Galvani, l'Arcadia Pertini, il Moreschi, il Pacinotti, il Maxwell e il Capponi, oltre al Majorana e l' Olivetti di Rho, il Mosé Bianchi e il Mapelli di Monza.

La protesta proseguirà anche oggi; questa mattina è previsto anche un presidio, a partire dalle 10, davanti agli uffici della direzione scolastica provinciale in via Ripamonti.

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