Cronaca

Sciopero a scuola, ma le mamme: "Finiti i permessi per noi, non possiamo venire a prendere i figli"

La vicenda

Repertorio

E' già complicato, per i genitori, barcamenarsi e incastrare gli orari di entrata e uscita da scuola dei figli con quelli del lavoro; figuriamoci quando scatano gli scioperi degli insegnanti o di Milano Ristorazione. E così - racconta il Giorno - si sono verificati casi di genitori che hanno deciso di lasciare comunque a scuola i propri figli, avvertendo la direzione scolastica. E' successo per esempio all'elementare Anna Frank di via Dora Baltea a Bruzzano. 

In occasione di uno sciopero, la direzione ha telefonato ai genitori invitando a venire a prendere i figli. Ma quattro famiglie hanno replicato di non poter in alcun modo assentarsi dal posto di lavoro. Risultato, i quattro bambini sono stati smistati in classi con insegnanti che non scioperavano, ma la direttrice della scuola ha cercato di usare poi la mano dura e ha inviato una comunicazione alle quattro famiglie interessate.

Nella comunicazione, la direzione sottolineava che la scelta delle famiglie di non venire a prendere i propri figli (obbligando la scuola a smistarli nelle classi dove si faceva lezione) ha "messo in discussione il diritto allo studio" degli allievi regolarmente in classe. Anche se non si capisce in che modo. 

La questione è aperta: occorre capire come far sopravvivere insieme il diritto di sciopero e di assemblea, che non può certo essere messo in discussione, con le necessità delle persone che hanno un lavoro o altri impegni. Sul posto di lavoro, in particolare, permessi e ferie non sono infiniti e a volte occorre un certo preavviso per usufruirne. Siamo ancora lontani anni luce dalla mentalità lavorativa e di gestione aziendale del Nord Europa, dove l'esigenza delle madri (e dei padri) è tenuta in massima considerazione.

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