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Una delle proteste

Una delle proteste

Milano, la ribellione degli studenti? I liceali occupano anche il Tito Livio, il Volta e il Severi

L’obiettivo non è “tornare a scuola immediatamente” come prevederebbe un’ordinanza del Tar contro la Regione, ma quello di “essere considerati una priorità per le istituzioni

Gli studenti dei licei vogliono dire la loro. E dopo giorni di proteste e scioperi a distanza, sono già diverse le scuole milanesi dove gli i liceali sono scesi in campo letteralmente contro la Dad, didattica a distanza, occupando i plessi scolastici. Dopo l'occupazione del cortile del liceo classico Manzoni, dove i giovani sono rimasti la notte tra martedì e mercoledì, venerdì è toccato al Volta, al Tito Livio e al Severi dove i manifestanti seguono le lezioni online all'aperto, ma all'interno del perimetro della scuola. “Stiamo dimostrando al Governo e alla Regione Lombardia che un ritorno a scuola in sicurezza è possibile” hanno scritto su Instagram gli occupanti dell’istituto di via Alcuino che rivendicano il diritto a “risposte ed azioni concrete per un ritorno sicuro in presenza”.

Al classico Tito Livio di via Circo gli studenti che hanno occupato il cortile sono una trentina e l’obiettivo non è “tornare a scuola immediatamente” come prevederebbe un’ordinanza del Tar contro la Regione, ma quello di “essere considerati una priorità per le istituzioni. C’è bisogno che studino un piano strutturato, a lungo termine e univoco con una data certa per un rientro sicuro”. I manifestanti intendono formulare le loro proposte e richieste in un documento sul quale discuteranno con altri studenti nel corso di un presidio in programma nel pomeriggio.

Un’assemblea è in programma alle 15 anche al Volta di via Benedetto Marcello dove gli studenti del Collettivo si sono radunati nel campo sportivo della scuola da dove hanno seguito le lezioni a distanza. “Occupiamo per riportare l’attenzione pubblica sulla necessità di avere l’istruzione in presenza sempre, a prescindere dal colore della zona” hanno sottolineato. “Professori, presidi e tavoli della prefettura hanno fatto un lavoro immenso per garantire la massima sicurezza. Loro sono pronti. Noi siamo pronti. È arrivato il momento di tornare in classe e riaprire il dibattito su tutte quelle problematiche scolastiche a lungo ignorate” hanno osservato.

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