Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Secondary Ticketing, bufera su Live Nation: indagato l'amministratore delegato

La guardia di finanza perquisisce gli uffici milanesi

Un concerto a San Siro (Clanadv, Twitter)

Due indagati eccellenti nell'ambito dell'inchiesta sul "secondary ticketing", ovvero il fenomeno del "bagarinaggio online" dei biglietti per i concerti più importanti, che spariscono molto, troppo rapidamente dai circuiti ufficiali (primo tra tutti, TicketOne) e restano invece disponibili su siti web secondari, a costi notevolmente maggiorati.

Roberto De Luca e Corrado Rizzotto, rispettivamente amministratore delegato di Live Nation Italia ed ex amministratore di Vivo Concerti, sono tra gli indagati nell'inchiesta per truffa e sostituzione di persona condotta dal pm Adriano Scudieri. Non si conosce però l'esatta posizione e le esatte accuse rivolte a De Luca e Rizzotto. Nel pomeriggio del 16 novembre la guardia di finanza si è recata negli uffici milanesi di Live Nation, uno dei più importanti promoter di concerti in Italia, per effettuare alcune perquisizioni.

L'inchiesta procede secondo due filoni: il primo è concentrato su coloro che fanno incetta di biglietti su TicketOne aggirando la limitazione attraverso falsi profili, falsi dati o speciali software. Il secondo riguarda coloro che poi rimettono sul mercato questi biglietti, guadagnando cifre molto elevate.

Nel frattempo il governo è intervenuto sulla questione vietando di esercitare la vendita di biglietti da parte di soggetti diversi dall'organizzatore dello spettacolo e dal titolare della biglietteria autorizzata, con una multa da 30 mila a 180 mila euro e - eventualmente - l'oscuramento del sito internet con cui si effettuava secondary ticketing. La norma è contenuta in un emendamento alla legge di stabilità.

L'inchiesta è stata avviata in seguito ad un esposto di Claudio Trotta, patron di Barley Arts (concorrente di Live Nation, peraltro) e da sempre in prima linea contro il secondary ticketing. Parallelamente, Andrea Viviani (Le Iene) ha mandato in onda due servizi in cui sarebbe provato il legame commerciale tra alcuni promoter (Live Nation e - in passato - Vivo Concerti) e le società di secondary ticketing (come Viagogo). Per essere più precisi, alcuni promoter venderebbero un certo numero di biglietti direttamente al circuito secondary ticketing, e questo potrebbe anche rappresentare una violazione dell'esclusiva di TicketOne. De Luca, intervistato da Viviani, aveva sostanzialmente ammesso questa pratica definendonla "borderline" e lamentando che anche qualche artista la chiederebbe, soprattutto se la vendita ufficiale è stata deludente.

Live Nation ha reagito con una nota ufficiale in cui ribadisce la correttezza del proprio operato e si dice pronta a collaborare con trasparenza con gli organi competenti, esprimendo sia fiducia nella magistratura sia solidarietà nei confronti di De Luca.

Ma la vicenda ha già avuto ripercussioni importanti. Vasco Rossi, all'indomani del servizio delle Iene e dunque prima della perquisizione delle fiamme gialle, ha "rotto" i rapporti con Live Nation; Marco Mengoni ha minacciato di adire vie legali; e Tiziano Ferro ha scritto un post su Facebook per spiegare che la sua priorità sono le persone che hanno già acquistato i biglietti per il prossimo tour, ma si è comunque detto indignato per la vicenda.

E Claudio Trotta si è polemicamente dimesso dall'associazione AssoMusica, accusando i vertici di non avere preso una posizione adeguatamente contraria al secondary ticketing lasciando di fatto che fosse lui, e solo lui, a condurre questa battaglia. Ma ha anche preannunciato di valutare la possibilità di denunciare Live Nation per concorrenza sleale.

Il 7 ottobre erano scoppiate fortissime polemiche circa il doppio appuntamento live dei Coldplay a Milano: i biglietti, immessi sul mercato quella mattina sui siti di Live Nation e TicketOne, si sono esauriti in pochissimi minuti.

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