I selfie dei ragazzi e delle ragazze di Milano che "sfidano" le forze dell'ordine

Giovani si fanno fotografare vicino alle auto di polizia, vigili e carabinieri, a volte accompagnando le foto a gestacci inequivocabili

Uno dei selfie

Selfie irriverenti insieme alla auto delle forze dell'ordine. A Milano. Si possono vedere su alcuni social network, come Instagram e Facebook, ed iniziano ad essere piuttosto consistenti di numero. Talvolta soltanto scatti che paiono quasi innocenti (magari con pose da rapper, nulla più); talaltra più esplicitamente sfidanti, come quel tipo che si fuma una sigaretta accanto alla macchina della polizia locale; o quell'altro che fa il dito medio appoggiato a una gazzella dei carabinieri; o quell'altro ancora, che fa surf sul cofano di un'altra vettura dei vigili, come volesse imitare Surfin' Usa dei Beach Boys.

E poi c'è quello che fa le corna davanti a una volante della polizia, scrivendo "5 gr in tasca" sulla foto. Cinque grammi di cosa?, vien da chiedersi. Sarà hashish, o marijuana, si suppone. Disobbedienza civile? No, quella esiste, ha una sua dignità ma non si fa così: si fa facendosi arrestare o denunciare, come capitò in Centrale a Marco Cappato che piantò un seme di marijuana davanti alla polizia, apposta, non nascondendosi dietro un profilo privato di Instagram.

I nomi dei profili, di cui siamo in possesso, sono frattanto diventati pressoché tutti privati; siamo comunque stati in grado di leggere alcuni commenti, dai quali si evincono linguaggi irriverenti ed espliciti contro le forze dell'ordine, evidentemente viste come tutrici d'un ordine sbagliato, manifestazioni d'autorità che non sono gradite presso le "compagnie" di adolescenti (o poco più) che popolano i quartieri milanesi.

E le ragazze non sono affatto esenti. Ce ne son due, accovacciate sul cofano di un'auto della polizia, delle quali non si vedono i volti, che a loro volta sfidano l'autorità. Si sa, per una foto trovata ce ne saranno decine nascoste nel sottobosco di internet; Fabiola Minoletti, attivista dei comitati di quartiere e di cittadini, si sofferma ad osservare «l'uso negativo dei social» da parte dei ragazzi (e delle ragazze), uso finalizzato soprattutto a «conquistare consensi e attenzione» (i likes) attraverso «situazioni estreme e provocatorie»; gli adulti potrebbero approfittare dell'occasione per cercare di capire meglio il disagio che, indirettamente, questi giovani milanesi cercano di comunicare e trasmettere.

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