Semaforo riacceso a Robecco, code chilometriche e rabbia dei pendolari

La sindaca scrive al Ministero: «Superstrada Vigevano-Malpensa indispensabile». E c'è chi parla di azione "dimostrativa" della prima cittadina

La coda a Robecco (foto Paola Volpi, Fb)

Un semaforo riacceso all'improvviso, dopo oltre vent'anni, sta scatenando l'inferno sulla strada interessata e anche un certo inferno mediatico e social. Perché ha avuto l'effetto di aumentare a dismisura i tempi di percorrenza delle auto, dei camion e anche degli autobus di linea; e con la congestione, l'inquinamento atmosferico. 

Siamo a Robecco sul Naviglio, paese del Magentino-Abbiatense, e il semaforo in questione è piazzato sulla statale 526 che lambisce il centro del paese, scavalcando appunto il Naviglio attraverso un ponte di antica costruzione. Tre sono le versioni che circolano per spiegare la riaccensione del semaforo. Quella più bonaria, che è anche quella ufficiale, accampa ragioni di sicurezza per proteggere un ponte dell'800 attraversato da numerose automobili. Ed è la motivazione addotta dalla sindaca Fortunata Barni. 

Le altre due versioni ruotano invece intorno all'annosa promessa della tangenziale e della superstrada Vigevano-Malpensa, che è ancora ferma. E parlano di azione dimostrativa, se si vuol essere teneri, o di ricatto, se si preferisce pensar "male", nei confronti di chiunque abbia in mano le decisioni sulla superstrada. Certamente con la riaccensione del semaforo diventa sotto gli occhi di tutti il carico di traffico veicolare che Robecco sul Naviglio sopporta; e certamente la sindaca è tra i primi cittadini della zona schierati fortemente a favore della superstrada, tanto che la Barni, insieme ad alcuni colleghi (quelli che condividono la linea del sì), ha anche scritto al Ministero delle Infrastrutture per invocare la rapida realizzazione della superstrada.

La rabbia dei pendolari

Mentre ognuno sceglie la versione che preferisce per spiegare il gesto, attraversare Robecco è diventato una via crucis. I tempi sono anche quintuplicati, i gas di scarico fuori controllo, le code incalcolabili e la rabbia dei pendolari si è scatenata; con essa, quella di Autoservizi, l'azienda che gestisce i trasporti su gomma in zona, che minaccia di chiedere al Comune la compartecipazione ai costi maggiorati, ad esempio per gli straordinari degli autisti.

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E sono comparse scritte ingiuriose contro la sindaca, in paese. Scriitte che la Barni dichiara di non voler cancellare: «Per ricordare a chiunque le abbia scritte che è una persona meschina, un codardo, una persona inutile». Intanto sui social diverse persone commentano che, con la riaccensione del semaforo, «i robecchesi si sono creati il traffico da soli», con auto in coda «già alle sette di mattina». Qualcuno fa notare che forse basterebbe una circonvallazione esterna, senza dover necessariamente auspicare la superstrada. E la lista di centrosinistra Robecco Futura ha convocato un'assemblea pubblica sulla situazione, per il 29 gennaio.

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