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Le mascherine U-Mask, foto da Instagram

Le mascherine U-Mask, foto da Instagram

Milano, sequestrate le mascherine 'dei vip' U-Mask: ipotesi frode. L'azienda: "Trasparenti"

Indagine della procura di Milano per ipotesi di frode in commercio. La nota dell'azienda

Le mascherine "dei vip" nel mirino degli inquirenti. La procura di Milano lunedì ha disposto il sequestro in 10 farmacie milanesi e nella sede della società di 15 mascherine "U-Mask", i dispositivi anti covid che vengono presentati dall'azienda produttrice come "l'unica mascherina Biotech". La "U-Mask" è molto diffusa e utilizzata dai politici - la indossava il nuovo assessore al welfare Letizia Moratti il giorno della sua presentazione -, dai vip e dai volti noti del mondo dello sport, su tutti i piloti di Formula Uno, tra cui il campione Lewis Hamilton. 

La teoria degli inquirenti, coordinati dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, è che la capacità di filtraggio sia inferiore rispetto a quanto dichiarato dall'azienda. Il filtro, stando alle accuse, avrebbe una capacità di bloccare le particelle del 70-80% a fronte del 98-99% dichiarato ufficialmente.

Da qui l'ipotesi di reato di frode in commercio con l'amministratrice della filiale italiana della società londinese che è indagata come atto dovuto. La procura ha già affidato a un consulente l'incarico di analizzare le mascherine sequestrate per stabilire l'effettiva percentuale di filtraggio.

La stessa U-Mask ha affidato a una nota la propria difesa. "Confermiamo che questa mattina su richiesta della Procura della Repubblica di Milano è stata svolta un’acquisizione documentale sul nostro prodotto U-Mask. Abbiamo collaborato attivamente con gli inquirenti, fornendo tutta la documentazione richiesta", hanno spiegato dalla società che ha la casa madre a Londra.

"Ribadiamo che il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia. Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata - come prescritto dalla legge - alle Autorità competenti (Ministero della Salute) che, preso atto della correttezza della documentazione accompagnatoria e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno. Siamo certi - hanno concluso - che le indagini in corso chiariranno la trasparenza del nostro operato".
 

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