Cronaca

"È un evasore pericoloso": sequestrati beni per 5 milioni a Cottone, ex marito della Marini

L'imprenditore, già condannato a cinque anni, è ancora indagato per evasione fiscale

"Una assidua attività criminosa finalizzata alla commissione di reati di natura tributaria". A portarla avanti, stando a quanto scritto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, sarebbe stato Giovanni Cottone, imprenditore di Palermo - milanese d'adozione - diventato famoso nel 2013 per un matrimonio lampo con la showgirl Valeria Marini. Lunedì, lo stesso palazzo di giustizia milanese ha disposto un sequestro di cinque milioni di euro di beni proprio ai danni dell'industriale, già protagonista in passato di diverse vicende giudiziaria. 

Nel 2016, infatti, Cottone era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta della procura di Bergamo sul crac dell'agenzia di lavoro interinale Maxwork, fallita ufficialmente nel giugno 2015. Le indagini, condotte dalla guardia di finanza di Bergamo, avevano accertato che lui e altri sette indagati - tra cui l’ex questore di Bergamo, Fortunato Finolli - avrebbero accumulato debiti mai pagati con l’Erario per oltre cinquantasei milioni di euro tra imposte e contributi non versati. Una cifra, già di per sé spaventosa, alla quale andavano poi aggiunti i tre milioni e mezzo di euro - aveva scritto la Gdf - “truffati all’Inps". 

Lunedì, sono arrivati i nuovi guai per Cottone con gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Milano che gli hanno sequestrato conti, beni e immobili - tra Milano, Palermo e la Sardegna - per un valore di cinque milioni di euro. Il tribunale - che ha certificato la "pericolosità sociale" dell'imprenditore - sostiene che la proprietà di quei beni non sia giustificabile col suo reale giro d'affari. Da qui, il sequestro. 

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