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La donna che teneva in magazzino cinque milioni di mascherine illegali

L'indagine della procura e della guardia di finanza. Lei stessa si occupava delle consegne

Aveva messo in piedi una (solida) attività di commercio all'ingrosso di mascherine e altri dispositivi medici, tra cui saturimetri e termometri, che cedeva a negozi compiacenti o a persone incaricate di ritirare la merce direttamente presso il magazzino affittato (in nero) in zona Stazione Centrale. La merce non aveva alcuna documentazione giustificativa né la certificazione di conformità agli standard di sicurezza.

Il traffico di dispositivi è stato scoperto dal compando provinciale della guardia di finanza attraverso un'indagine coordinata dai pm Eugenio Fusco e Michela Benedetta Bordieri. Una frode di dimensioni ragguardevoli, messa in atto da una donna cinese formalmente nullatenente e disoccupata. 

Nel magazzino la donna, denunciata per ricettazione e frode in commercio, aveva stoccato qualcosa come cinque milioni di mascherine (chirurgiche, Ffp1, Ffp2 e Ffp3) e due milioni fra termometri e saturimetri, ma anche guanti in lattice, senza "pezze" giustificative sulla legittima provenienza e sulla conformità agli standar di sicurezza richiesti dalla legge. 

La donna faceva accedere al deposito diversi soggetti a cui consegnava gli scatoloni pieni di mascherine. Una di queste persone, controllata dai finanzieri, ha mostrato un documento di trasporto che recava, come destinataria della merce, una società risultata cessata nel 2018. Inoltre la donna effettuava le consegne di persona, presso negozi "compiacenti", utilizzando un'auto di grossa cilindrata.

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