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Cronaca

Il rapinatore in trasferta e il sequestro da 2 milioni: "Danno d'immagine a Milano"

Nel mirino della polizia Espedito Torino, 48enne trasfertista specializzato in rapine di orologi di lusso

Il suo "nome di battaglia" dice tanto, forse tutto: il "mago dei Rolex". All'anagrafe Espedito Torino, 48 anni, napoletano del rione Sanità e una passione sfrenata per Milano. E per i Rolex. Martedì proprio i poliziotti di Milano gli hanno sequestrato 2 milioni di euro, soldi che avrebbe accumulato mettendo a segno rapine sotto la Madonnina. Sì, perché Torino è il "mago dei Rolex", è l'uomo in grado di partire dal capoluogo partenopeo con la sua batteria per colpire a Milano e tornare a casa. Chiaramente col bottino. 

Nei suoi confronti gli agenti della divisione anticrimine hanno eseguito un sequestro preventivo emesso, su proposta del questore di Milano, Giuseppe Petronzi, dalla sezione autonoma misure di prevenzione del tribunale di Milano presieduta da Fabio Roia. Come scrive il giudice "l’attività delittuosa posta in essere fin dal 1993 denota uno stabile radicamento dell’uomo in contesti dediti alla perpetrazione di delitti contro il patrimonio, grazie ai quali il medesimo – privo, come i suoi familiari, di fonti di reddito lecite – si è assicurato rilevanti profitti vivendo abitualmente grazie ai proventi delle attività illecite. Le condotte portate avanti negli anni, consentono di configurare una condizione di pericolosità sociale che ha avuto la massima esplicazione a decorrere dal 2009, nonché negli anni 2016 e 2020, allorquando il medesimo è stato riconosciuto responsabile di numerose rapine di orologi e beni di valore, commesse in modo sistematico". I colpi in trasferta - rimarcano dal palazzo di giustizia - "hanno determinato nocumento, nonché un evidente danno d’immagine alla città" di Milano.

L'ultima volta che il 48enne si era fatto vedere a Milano era stato a settembre 2020. Arrivato in città con altri due complici, il rapinatore aveva cercato di scippare - con la solita tecnica dello specchietto - un Patek Philippe da 40mila euro a un uomo a bordo di una Porsche, che però lo aveva inseguito. Nella fuga, Torino era caduto in piazza della Repubblica ed era finito in coma in ospedale. Qualche mese dopo, grazie al Dna, la polizia aveva arrestato lui e i complici. Ancora guai anche nel 2009 e nel 2016, quando nel mirino della "paranza" era finito l'allenatore Nenad Sakic, derubato proprio da Espedito e da suo fratello Ciro, soprannominato "Dollaro". 

Ora la carriera del 48enne sembra finita. E anche il suo patrimonio sembra essere cancellato. I sigilli sono scattati per diverse case, conti correnti, polizze assicurative, un negozio e denaro contante. 

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