Le sequestrano il procione: ora potrà rivederlo. La decisione del pm

La donna era solita portare il procione a passeggio nel quartiere di Baggio

Potrà rivedere il suo procione, sequestrato il 4 novembre dai carabinieri forestali in seguito alla segnalazione di alcuni abitanti del quartiere di Baggio e, nel frattempo, ricoverato in una struttura specializzata in Emilia Romagna. Lo ha stabilito il pm Sara Arduini, che ha aperto un fascicolo d'indagine sul divieto di detenere specie animali considerate pericolose per la salute pubblica. 

Il procione rientra tra le specie vietate perché potrebbe essere portatore di malattie, tra cui la leptospirosi. E tuttavia l'ucraina di 53 anni rivendica l'amore che nutre per Lucio, chiamato così in onore di Lucio Dalla, che lo ha accolto quando aveva due settimane di vita (in Ucraina è possibile detenere procioni), salvandolo da morte certa, e lo ha portato in Italia, vaccinandolo e procurandosi un regolare libretto sanitario per il procione.

L'avvocato della donna, Giorgia Leone, ha presentato la richiesta della donna (accolta dal pm) di incontrare Lucio, motivandola anche con l'aiuto in momenti di particolare fragilità: la 53enne ha subìto maltrattamenti (con tanto di sentenza) e la vicinanza con il procione l'ha aiutata a riprendersi.

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