Cronaca

Sequestro Spinelli: sequestratori propongono risarcimento

Iniziato il processo per il sequestro del "ragioniere" di Arcore, Giuseppe Spinelli. Gli imputati vogliono raccogliere una cifra "dignitosa" per risarcire l'ex premier

Venerdì mattina, è iniziato, davanti al gup di Milano Chiara Valori, il processo con rito abbreviato a carico di Leone e di Ilirjan e Laurenc Tanko e Marjus Anuta, i tre albanesi che avrebbero partecipato al 'sequestro lampo' di Giuseppe Spinelli, "ragioniere" di Arcore, realizzato tra il 15 e il 16 ottobre scorso.

All'udienza ha preso parte anche un avvocato dello studio Ghedini, in rappresentanza delle persone offese: Spinelli, sua moglie e Silvio Berlusconi. Tutti e tre al momento non si sono costituiti parti civili, ma potranno farlo ancora nella prossima udienza, fissata per il 20 maggio.

Il giudice ha aggiornato il processo a quella data, accogliendo, come ha spiegato l'avvocato Maris, la richiesta di Leone di avere un po' di tempo per raccogliere una cifra "dignitosa" per risarcire l'ex premier, il suo tesoriere di fiducia e la moglie, anche vendendo l'auto. Con il risarcimento, infatti, Leone potrebbe ottenere le attenuanti, dato che altrimenti rischierebbe di essere condannato fino ad una pena massima di 20 anni di carcere.

Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm della Dda milanese Paolo Storari avevano chiesto e ottenuto il giudizio con rito immediato per i quattro imputati (arrestati il 19 novembre scorso) che effettuarono il sequestro, tenendo Spinelli e la moglie chiusi nella loro casa a Bresso (Milano) per circa 11 ore e poi liberandoli senza riscatto.

I sequestratori, attraverso Spinelli, avevano chiesto all'ex premier 35 milioni di euro in cambio di documenti, secondo gli accertamenti mai esistiti, 'interessanti' in quanto, a detta dei malviventi, avrebbero ribaltato la sentenza sul Lodo Mondadori. Dopo il rilascio il ragioniere si recò subito ad Arcore per parlare con Berlusconi e l'avvocato Niccolò Ghedini e dopo essere rincasato venne trasferito dagli uomini della scorta dell'ex premier in un posto considerato sicuro.

La denuncia del sequestro venne fatta solo il giorno seguente. Leone e i tre albanesi hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Per altre due persone, Pierluigi Tranquilli e Alessio Maier - arrestati a novembre ma poi scarcerati, perché lo stesso Leone disse ai pm che non avevano nulla a che fare con il sequestro - é stata chiesta l'archiviazione.

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