Sfonda la caserma col furgone dopo l'arresto del figlio: condannata

La donna è stata processata con rito abbreviato

Lo scorso gennaio aveva sfondato con il furgone il cancello della caserma dei carabinieri di Sesto San Giovanni. Ora per lei è arrivata la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione.

Il tribunale del riesame di Milano aveva escluso per l'imputata, una donna di 51 anni, la configurabilità dell art. 253 del codice penale, ovvero sabotaggio o distruzione di opere militari. Il 2 novembre però davanti al giudice per l'udienza preliminare si è svolto il processo con rito abbreviato e la sentenza ha stabilito la colpevolezza della donna per il reato contestato dai carabinieri, condannandola a una pena di 3 anni e sei mesi.

'L'assalto' alla caserma

Nella notte del 14 gennaio la donna si era lanciata con un furgone contro la caserma dei carabinieri dopo che questi avevano fermato  e arrestato suo figlio, un 24enne bosniaco risultato destinatario  di un ordine di espulsione dall'Italia. 

Dopo il fermo il ragazzo aveva contattato la famiglia chiedendo di portare una borsa con qualche effetto personale. Sua madre poco dopo si era presentata con un'altra figlia e sua nuora (la moglie del ragazzo) e aveva lasciato alcuni vestiti. Poi però la donna era rimasta di fronte alla caserma a bordo di un furgone bianco Iveco, continuando ad azionare gli abbaglianti e infine premendo sull'acceleratore si era lanciata a tutta velocità contro la recinzione metallica della caserma, riuscendo a sfondarla. 

A quel punto i carabinieri erano usciti immediatamente in strada, bloccandola e dichiarandola in arresto per "distruzione di opere militari", per poi condurla a San Vittore.

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