Trovato un tetto per Mahdi, il bimbo di nove giorni rimasto senza casa dopo uno sgombero

Il piccolo era con la madre nel palazzo di via Fortezza sgomberato giovedì mattina. La storia

Il piccolo Mahdi con la madre

Potrà restare ancora con la sua mamma. E, soprattutto, potrà farlo con un tetto sulla testa. 

Mahdi, il bimbo di nove giorni rimasto per strada dopo lo sgombero di giovedì mattina di un edificio occupato in via Fortezza 27, ha una nuova casa.

L’assessorato alle politiche sociali del comune di Milano, annuncia l’Usb - che aveva subito ospitato la ragazza e il piccolo -, “è intervenuto per trovare una sistemazione dignitosa alla mamma e a Mahdi”. 

“Questa vicenda - il commento dell’unione sindacale di Base - è la dimostrazione del fatto che la collaborazione tra le forze sociali e l’amministrazione della città può portare ad esiti positivi anche vicende molto complesse e delicate”.

Mahdi e sua madre, infatti, erano tra le decine e decine di immigrati che occupavano l’edificio di zona Villa San Giovanni sgomberato giovedì mattina. Durante l’intervento delle forze dell’ordine, portato a termine senza alcun problema,  diverse persone erano state identificate sul posto e allontanate, mentre ventisei stranieri erano stati accompagnati in Questura per accertamenti.

Il piccolo e la mamma, invece, erano stati immediatamente accolti nella sede del sindacato in attesa di una sistemazione per la notte, che fortunatamente è arrivata. 

“Adesso il nostro lavoro prosegue - ha spiegato l’Usb -. Tanti sono al freddo, per strada, dopo lo sgombero. Ricordiamo che si tratta quasi esclusivamente di rifugiati e l’accoglienza a chi fugge da guerre e persecuzioni è un dovere per un paese civile al quale Milano ha saputo più e più volte adempiere con perizia. Chiediamo - si conclude la nota del sindacato - che anche in questo caso i cittadini e l’amministrazione trovino una soluzione per questi nostri amici e fratelli”.

“In questi anni Milano - era stato il commento dell’assessore alla sicurezza del comune, Carmela Rozza - ha dato prova di grande generosità e accoglienza e continua a darla ogni giorno. Proprio per questo suo impegno deve essere chiaro che occupando non si acquistano diritti, ma si perdono”.
 

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