Sgomberata e demolita la "villetta" abusiva della famiglia rom | Le foto

Carabinieri in tenuta antisommossa, militari e polizia locale sono intervenuti giovedì mattina poco lontano dai due campi rom di Trezzo sull’Adda

I carabinieri sul posto e le operazioni di demolizione - Foto © MilanoToday

All’interno della casa c’era di tutto. Da una cristalliera ben fornita a una cucina ultimo modello, passando per un televisore al plasma, gioielli e armadi pieni di abiti griffati da donna e da uomo. All’esterno, a fare bella mostra di sé, c’era un’Audi A6 station wagon, ultimo modello. E a sorvegliare il tutto, per una questione di sicurezza maggiore, un sistema di videosorveglianza collegato con un antifurto. Si faceva mancare poco o nulla, insomma, la famiglia rom di nazionalità croata che abitava una “villetta”, costruita abusivamente su un territorio comunale, in zona via Guarnierio a Trezzo sull’Adda. 

A mettere fine alla loro villeggiatura, giovedì mattina, sono stati i carabinieri di Vimercate, gli uomini del reparto antisommossa del Terzo Reggimento Lombardia e i vigili della polizia locale, intervenuti tutti contemporaneamente sul posto per portare avanti le operazioni di sgombero e vigilare poi su quelle di demolizione. 

Al momento del loro arrivo, secondo quanto appreso da MilanoToday militari e agenti della locale hanno trovato in casa alcune donne della famiglia, che hanno provato ad opporsi chiamando i loro avvocati. A nulla è servito, però, il loro tentativo estremo.

Il sindaco leghista Danilo Villa, infatti, ha dato il via libera alle ruspe e ai camion che hanno iniziato la loro opera. 

Prima sono state divelte le siepi che servivano a coprire la villetta, disposta tutta su un piano per essere meno visibile. Poi, i container presenti sono stati caricati sui camion e portati via. Quindi, è stato il momento delle ruspe che hanno raso al suolo tutto. 

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A “vigilare” sulle operazioni, oltre allo sguardo attento degli uomini del terzo Reggimento Lombardia, anche alcuni sinti che abitano i due insediamenti della zona. Ma neanche loro, giovedì mattina, hanno potuto fermare le ruspe. 

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