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Dopo lo sgombero in via Brunetti (Melley/MilanoToday)

Dopo lo sgombero in via Brunetti (Melley/MilanoToday)

Sgombero rom via Montefeltro e Brunetti, Caritas: "Impossibile trovare posto per tutti"

La Caritas aveva chiesto di non sgomberare: ingestibile il trasferimento delle persone. "Bisogna evitare di arrivare a campi di 700 persone"

Polemiche dopo lo sgombero dei due campi rom attigui di via Brunetti e via Montefeltro, dov'erano presenti circa 700 nomadi di cui circa 300 minori. Interviene la Caritas ambrosiana con il suo vicedirettore Luciano Gualzetti: "Si era proposto di soprassedere - afferma - perché non avrebbe provocato altro che la dispersione sul territorio delle persone".

In pratica secondo la Caritas non sarebbe stato possibile trovare adeguate sistemazioni alternative per tutti. In particolare, in via Lombroso, al centro di accoglienza temporanea, ci sono 60 posti. Troppo pochi, anche aggiungendoli a quelli dell'analogo centro di via Barzaghi. Analoga denuncia era giunta nelle prime ore del pomeriggio dall'associazione Naga. "Questi problemi vanno gestiti senza lasciarli andare a dimensioni di questo tipo", spiega ancora Gualzetti. "Lo sgombero è una sconfitta per tutti". Gualzetti sottolinea che se da una parte "non si può dare torto" al quartiere "esasperato", dall'altra "il punto è non arrivare a un centro con oltre 600 persone".

LA REPLICA DEL COMUNE - "Abbiamo offerto ospitalità a tutti gli sfollati nei centri di via Barzaghi e Lombroso", ha risposto l'assessore alla sicurezza Marco Granelli specificando che ad accettare l'inserimento sono stati in 254, tutti famiglie con bambini, di cui una trentina di età inferiore ai tre anni. "Abbiamo dimostrato - prosegue l'assessore - che esiste un altro modo per togliere le favelas dalla città pur rispettando i diritti delle persone e soprattutto dei minori".

"E' fondamentale - spiega ancora Granelli - l'accordo con le proprietà e la possibilità di utilizzare gli strumenti adottati da questa amministrazione che consentono ai privati di demolire gli stabili inutilizzati e prevenire il degrado. Un profondo cambiamento dopo anni di sgomberi e spostamenti continui privi di un progetto e di una vera soluzione".

Alla fine dell'operazione di sgombero sono iniziate le demolizioni delle baracche, oltre alla messa in sicurezza per evitare nuove occupazioni. La polizia locale, conclude Granelli, è di presidio per controllare che nessuno rioccupi le aree.

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