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Lo sgombero (Frame video Milano in Movimento)

Lo sgombero (Frame video Milano in Movimento)

Milano: sgombero del centro sociale Zam in via Santa Croce

L'attività di polizia è iniziata mercoledì mattina

Mercoledì 23 luglio mattina, intorno alle 8, gli agenti della digos si sono presentati in via Santa Croce, zona Navigli, a Milano, obiettivo: sgomberare il centro sociale Zam.

Sul posto si sono radunati immediatamente una trentina di manifestanti, tra attivisti e collaboratori del centro che hanno accolto le forze dell'ordine con cori, fumogeni e striscioni: facendo resistenza passiva. I poliziotti e i carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno faticato non poco prima di poter accedere all'interno dello stabile anche se alcuni 'compagni', tre, secondo quanto riportato dagli occupanti sui social network, si sono barricati all'interno. Gli attivisti avanzano tre richieste all'amministrazione comunale: una moratoria sugli sgomberi «a tempo indeterminato», la messa in sicurezza dello stabile Zam (se esso viene considerato come pericolate) e l'intitolazione di una scuola a Don Andrea Gallo. 

Durante le operazioni di sgombero alcuni ragazzi sono rimasti contusi. La questura, riferisce di non aver effettuato alcuna 'carica' ma solo 'azioni di respingimento' in seguito al lancio di oggetti.

Striscioni anche contro Palazzo Marino: "La forza gentile della giunta arancione-tavoli finti e sgomberi a ripetizione". Il Collettivo Zam ha convocato un presidio permanente davanti all'edificio e alle 18.30 ci sarà una mobilitazione.

Lo sgombero dell'ex scuola media dismessa da anni e in pessime condizioni strutturali, occupata nel maggio 2013, era previsto da tempo. Palazzo Marino aveva avvertito fin da subito del pericolo di cedimenti nell'edificio. Su Twitter il comune di Milano ha poi precisato che si è trattato di uno sgombero "non richiesto dal comune ma ordinato dal pm per motivi di sicurezza (immobile sotto sequestro giudiziario)".

SEL: "SCONFITTA" - Per Sinistra ecologia e libertà, lo sgombero dello Zam è "una sconfitta per tutti". In una nota della segreteria cittadina si legge che si tratta di "una sconfitta per la città di Milano che dal 2011 sta ripensandosi e trasformandosi nella direzione dell'inclusione sociale, del riuso degli spazi abbandonati, nella promozione di esperienze sociali, aggregative e culturali anche quando auto-organizzate. Una sconfitta ancor più della politica perché temiamo possa rappresentare una grave battuta d'arresto per il percorso innovativo che abbiamo messo in campo qualche settimana fa con l'apertura di un tavolo sugli spazi sociali".

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