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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca

Simba La Rue fuori dal carcere: andrà ai domiciliari col braccialetto elettronico

Il trapper 20enne, arrestato la scorsa settimana, esce da San Vittore. La decisione del Gip

Fuori dal carcere. Di Nuovo. Simba La Rue - al secolo Mohamed Lamine Saida, 20enne di origini tunisine e tra i trapper più noti della scena milanese e italiana - è stato scarcerato su decisione del Gip, Guido Salvini, dopo essere finito in manette la scorsa settimana in un'operazione congiunta di carabinieri e polizia. L'inchiesta aveva portato in cella 11 persone - lo stesso Simba, il collega Baby Gang e tutto il loro "cerchio" magico - con l'accusa di aver gambizzato due uomini durante una rissa fuori da una discoteca di corso Como lo scorso 4 luglio. 

Le condizioni di salute di Simba La Rue, però, non sono compatibili con la detenzione. L'artista, infatti, ha bisogno di cure e riabilitazione per non rischiare di perdere l'uso della gamba, ferita a coltellate il 16 giugno notte in un agguato organizzata da una gang rivale con l'aiuto della sua ex fidanzata, l'attrice hard Barbara Boscali. Quello era stato l'ultimo episodio di sangue della faida tra Simba e Baby Touchè, che era stato anche pestato a sangue e sequestrato. 

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Per quel raid Simba era già stato arrestato - e andrà a processo - prima di essere scarcerato per potersi operare. Poi era stato accompagnato in una comunità protetta di Vimodrone, dove però era riuscito a utilizzare il cellulare e a ricevere le visite degli amici, tra cui lo stesso Baby Gang. Venerdì, dopo la richiesta dei legali di Saida, Niccolò Vecchioni e Chiara Guzzon, il giudice ha concesso i domiciliari al cantante. Nell'ordinanza viene sottolineato che "le condizioni dell'indagato, seppur leggermente migliorate rispetto al mese di luglio, non appaiono affatto buone", tanto che in più occasioni Simba sarebbe caduto all'interno della sua cella a San Vittore. 

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Inoltre una consulenza medico legale richiesta della difesa ha sottolineato il rischio di danni permanenti per il 20enne. "Senza una lunga rieducazione, non compatibile con la detenzione carceraria, non può essere raggiunto, nel caso di lesioni di nervi importanti, l'esito riabilitativo sperato sia sul piano motorio sia sul piano sensitivo", ha riconosciuto il Gip. Che ha anche visto nelle parole che Simba ha pronunciato durante l'ultimo interrogatorio "un inizio di riflessione sul disvalore dei comportamenti da lui tenuti". 

Simba sarà quindi agli arresti domiciliari a casa dei genitori, in provincia di Como, con il braccialetto elettronico a controllare i suoi movimenti. Il trapper, chiaramente, non potrà vedere nessuno oltre i suoi conviventi. 

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