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Arrestato per corruzione, il sindaco di Opera un po' tace e un po' spiega. Le sue parole

Il sindaco di Opera Antonino Nucera ha annunciato le sue dimissioni per "rispetto della città"

"Non c'è stato nessun favoritismo sulle mascherine. Sono state date a tutta la popolazione e ai dipendenti del comune. Mia moglie ne ha ricevute 4 o 5, così come gli altri cittadini di Opera. Ed è tutto documentato".

Si è difeso così, come hanno spiegato i suoi difensori, il sindaco di Opera (Milano) Antonino Nucera, finito ai domiciliari per una vicenda di appalti e corruzione e di peculato su forniture di mascherine, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Milano Fabrizio Filice.

Con lui sono stati arrestati negli scorsi giorni anche la dirigente dell'ufficio tecnico del Comune e tre imprenditori edili. Al termine dell'interrogatorio, che è andato avanti per circa mezz'ora, gli avvocati Costantino Barreca ed Enrico Arena hanno spiegato che il primo cittadino ha chiarito la vicenda delle mascherine, ma sul resto, ossia le accuse di corruzione, turbativa e traffico di rifiuti, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I legali hanno fatto sapere che Nucera ha anticipato al giudice la decisione di dimettersi dalla carica di sindaco "per rispetto della cittadinanza e per potersi difendere appieno in questa vicenda". La Prefettura di Milano, dopo l'arresto, lo ha sospeso dalla carica.

I punti principali delle indagini contro il sindaco di Opera

Diversi i documenti finiti sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori. Più nel dettaglio i detective si sono concentrati sulla gara d'appalto per la riqualificazione del centro sportivo comunale (valore di circa un milione di euro); il contratto d’appalto per la manutenzione delle strade comunali (valore di 350 mila euro circa); la fornitura di quattro termo-scanner del valore di circa 15mila euro installati all’ingresso del Municipio, del Comando di Polizia Locale, della biblioteca e della farmacia comunale; la procedura negoziata per la manutenzione del Centro Civico comunale (valore 80mila euro circa) e i lavori di adeguamento dei plessi scolastici (valore di 60mila euro).

Rifiuti nei cantieri e nel Parco Agricolo Sud Milano

Durante le indagini, inoltre, sarebbero stati documentati reati di tipo ambientale. Secondo gli investigatori, infatti, gli imprenditori finiti al centro dell'inchiesta avrebbero stoccato, riutilizzato o interrato - in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano - circa mille tonnellate di fresato d’asfalto e altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza; le loro aziende, sempre secondo le indagini, avrebbero attestato falsamente il regolare recupero dei rifiuti speciali attraverso "formulari" ideologicamente falsi che sarebbero stati ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero.

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