Cronaca Via Vittorio Veneto

Sradicavano bancomat e facevano spaccate in banche e negozi: arrestati dieci nomadi

I raid sono iniziati nell'estate scorsa e l'attività dei carabinieri ha consentito di ricostruire dettagliatamente decine di "colpi"

Una delle rapine

Sapaccate e furti in banche e negozi. Portavano via perfino i bancomat appena smurati lasciando devastazione al loro passaggio. Dieci cittadini di etnia sinti sono stati arrestati alle prime luci dell'alba di mercoledì. Alcuni di loro erano già stati assicurati alla giustizia. I carabinieri del nucleo investigativo di Monza accertano ora su altri episodi simili per capire se la banda è responsabile anche di questi.

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I malviventi vivevano in alcuni campi rom di Torino e provincia e in quello di Corbetta (Milano). Le indagini sono scattate a partire da alcuni furti avvenuti nel Legnanese e nell'Abbiatense. Sono state coordinate dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Rosaria Stagnaro e hanno permesso di ricostruire l'organigramma della banda, a struttura piramidale, ai vertici della quale c'era Luca Ahmetovic (27 anni) insieme ai fratelli Elvis (32 anni) e Rasime (20 anni). Luca Ahmetovic in particolare era spesso presente nei luoghi dei furti e, secondo gli investigatori, si occupava di coordinare i complici, scegliere gli obiettivi, organizzare i colpi e dividere il bottino.

Particolarmente brutali le esecuzioni delle rapine. I malviventi usavano furgoni, carri attrezzi o autovetture rubate per l'occasione, come "arieti" nelle spaccate dei negozi o per trascinare gli sportelli bancomat dopo averli "arpionati" con forti lacci. La spiccata capacità criminale non apparteneva soltanto ai membri adulti della banda ma anche ai minori. Tutti, peraltro, con precedenti penali. 

Furti in negozi e bancomat (Carabinieri Milano)

Sono stati accertati sei colpi in banca che hanno fruttato circa 200 mila euro di bottino e undici in esercizi commerciali. In questo caso, i ladri hanno asportato generi alimentari, contanti, capi d'abbigliamento ma anche altri oggetti tra cui macchinette del videopoker.

L'indagine è stata complessa soprattutto perché i membri dell'organizzazione criminale ad un certo punto si sono resi conto di essere "osservati" e hanno iniziato a mettere in atto strategie per depistare gli investigatori. Ad esempio cambiavano spesso il luogo in cui dormire, "scambiandosi" i campi rom, oppure cambiavano molto spesso le sim in uso. L'indagine si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche ed ambientali ed è stato necessario tradurre tutte le conversazioni ascoltate. 

Le persone arrestate rispondono dell'accusa di associazione a delinquere finalizzata ai furti. Particolare non secondario, nella provincia Ovest di Milano gli episodi di questo genere sono sostanzialmente "cessati" dopo che la maggior parte dei membri della banda era stata assicurata alla giustizia. 

I colpi in banca si sono verificati nel mese di settembre del 2015: l'1 settembre alla Popolare di Lodi di Busto Garolfo e alla Popolare di Milano di Marcallo con Casone, il 9 settembre al Monte Paschi di Magenta e al Carrefour di Busto Arsizio, il 21 settembre alla Ubi Banca di Corbetta e al Banco Popolare di Marnate.

I colpi accertati nei negozi, invece, sono partiti il 24 ottobre con il furto al Bar da Rino di Buscate. Poi, il 26 ottobre, la banda ha "colpito" l'officina meccanica Zaro Auto di Vedano Olona e, il 29 ottobre, il negozio Oro in euro di Magenta. A novembre, il 19, il furto al bar Coinverunorner Saloon e all'azienda Mafran di Mesero. Del 3 dicembre due colpi: vittime il negozio Civico 18 e un'autovettura privata a Inveruno. Il 14 dicembre altri due colpi: alla carrozzeria Salvia Auto 2 di Olgiate Olona e all'officina Vs Motors di Marcallo con Casone. Poi, il 28 gennaio 2016, la banda ha colpito al centro commerciale Il Gigante e alla ditta Staurenghi Impianti, a Castano Primo, e il 29 febbraio ha rubato alcune banconote dentro un'autovettura a Cisliano.

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