Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Gli italiani facevano i corrieri e gli autisti, i magrebini con base a Milano spacciavano in Lomellina

Sgominata un'organizzazione formata da tre gruppi diversi. Le lunghe indagini coordinate dall'antimafia

Repertorio

Da Corsico e da Milano "scendevano" nella zona di Vigevano per spacciare droga (cocaina, eroina e hashish) nelle campagne, mimetizzandosi fra la vegetazione e attendendo l'arrivo dei clienti in auto. Un'attività che fruttava loro dai cinquemila ai settemila euro al giorno. I primi accertamenti risalgono al 2018 da parte dei carabinieri di Gambolò. Ora la conclusione dell'operazione, denominata "Camel Light", coordinata nelle ultime fasi dalla direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha portato in carcere quattro marocchini residenti nel Milanese (di cui uno già in carcere ad Alessandria) e ai domiciliari cinque italiani residenti in varie province lombardo-piemontesi. 

Tutto è iniziato nell'autunno del 2018 con una serie di controlli su un andirivieni sospetto di automobili tra Parona, Gambolò (frazione Garbana) e Vigegano (frazione Morsella). Successivamente è stata avviata l'indagine, risultata particolarmente complessa perché gli spacciatori, tutti di origine magrebina, erano senza fissa dimora, e i luoghi di vendita della droga erano di non facile accesso per i carabinieri, spesso riconosciuti a distanza. Inoltre le aree (boschive e agricole) permettevano di occultare la droga in numerosi nascondigli.

La filiera della droga

L'indagine è stata quindi piuttosto lunga ma alla fine ha permesso di ricostruire la "filiera" della droga in Lomellina. Tre i gruppi in cui era articolata la vendita. Un primo gruppo, formato da magrebini, si occupava di procurare la droga in grande quantità. Un secondo gruppo si occupava materialmente dello spaccio nel Vigevanese tenendosi in contatto con i clienti attraverso numeri di cellulare che cambiavano in continuazione. Un terzo gruppo, infine, di "fiancheggiatori", tutti italiani, residenti a Vigevano, Cassolnovo, Casale Monferrato e Novara, che rifornivano gli spacciatori di cibo e bevande, facevano da palo e staffetta e accompagnavano in auto i pusher da Corsico e Milano alla Lomellina.

Secondo l'indagine, il gruppo riusciva a vendere circa cento grammi di eroina e centoventi di cocaina al giorno, con un ricavo medio (come detto) di cinquemila-settemila euro al giorno. I carabinieri hanno identificato e segnalato alla prefettura più di duecento clienti, provenienti dalla Città metropolitana di Milano e dalle province di Novara e Pavia. A molti di loro è stata anche ritirata la patente di guida. In tutto è stato sequestrato circa un chilo tra eroina e cocaina. Nel mese di aprile del 2019 è stato anche arrestato in flagranza un corriere che stava trasportando cinquecento grammi di droga da Milano alle zone di spaccio.

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