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L'idraulico, il meccanico Atm e i fratelli terribili: i re della "coca", tra vedette e soldi nel muro

Presi i padroni dello spaccio a Cesano Boscone. A capo del gruppo due fratelli

Controllavano tutto. A casa loro non c'era nulla che non sapessero. Tutto era organizzato nei minimi dettagli: dalle vedette a caccia di "facce sospette" ai luoghi caldi delle vendite passando ai punti prestabiliti per lo stoccaggio e gli incontri di "lavoro". Poi, come "sigillo", bastavano i loro nomi e cognomi che, mettono nero su bianco gli investigatori, avevano un incredibile "potere di intimidazione" nei confronti di chiunque volesse mettere il naso nei loro affari. Eppure, qualcosa gli è sfuggito, perché i poliziotti della Squadra Mobile di Milano, guidati dal dirigente Marco Calì, passo dopo passo sono riusciti a mettere insieme il puzzle e a farli finire in manette

Otto persone, tutti cittadini italiani, sono state fermate mercoledì mattina dagli agenti dell'Antidroga in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti: quattro sono finite in carcere, due ai domiciliari e per due è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In manette, al termine di un'indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, sono finiti i padroni della droga del quartiere Tessera a Cesano Boscone, diventato territorio a uso esclusivo dei fratelli Daniele e Stefano Ciannella, che inquirenti e investigatori indicano come i capi del gruppo. 

L'idraulico e il meccanico nella via della droga

La prima tessera del mosaico i poliziotti l'hanno raccolta a luglio scorso, quando nella "via della droga" erano riusciti ad arrestare lo spacciatore e il "magazziniere" della banda, entrambi fermati in via Vespucci proprio a Cesano Boscone. 

Il primo a finire in cella era stato Angelo B., idraulico dell'azienda Mm che era stato trovato in possesso di quasi 900 grammi di cocaina, 1 chilo di marijuana, 34 grammi di hashish e 9.650 euro in contanti. Casa sua, hanno poi accertato gli agenti, era l'abitazione che i capi avevano scelto come "luogo di spacchettamento": il posto in cui trasformare la droga in dosi. Poche ore dopo le manette erano scattate per un'altro uomo della banda: Carmine U., un meccanico di Atm che come secondo lavoro faceva il custode della droga. Nel suo garage i poliziotti avevano trovato quasi 4 chili e mezzo di cocaina oltre a una pistola Xdm calibro 9x21 e diverse munizioni. 

I fratelli "terribili"

Dall'idraulico e il meccanico gli agenti hanno pian piano risalito la corrente e sono arrivati ai fratelli Ciannella, che avevano messo il loro marchio sul quartiere Tessera. A descrivere perfettamente la loro forza è la stessa Questura: "L’organizzazione criminale - scrive chi ha indagato - ha dimostrato di avere il monitoraggio totale della piazza di spaccio, attraverso un pattugliamento continuo del quadrilatero, mirato a individuare l’arrivo di forze di polizia e la presenza di spacciatori non affiliati". 

E ancora, a conferma della forza dei due fratelli "terribili": "Da alcuni dialoghi tra gli indagati - sottolineano gli investigatori - è emerso in modo palese il potere di intimidazione che i fratelli Ciannella avevano nei confronti di chi aveva intenzione di spacciare nella zona". Una zona che era esclusivamente la loro e nella quale riuscivano a muovere 7 chili di cocaina al mese.

Al momento degli arresti, i poliziotti hanno sequestrato a Daniele anche 100mila euro, che sono stati trovati in un piccolo vano artificiale creato dietro un muro. Oltre a un immobile e due auto, gli agenti hanno poi messo le mani su una macchina contasoldi e, soprattutto, su alcuni appunti che potrebbero svelare i segreti del gruppo. 

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