Milano, chili di coca a domicilio come la pizza: decapitata organizzazione criminale

Arrestate tredici persone, tutte accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di cocaina e spaccio

Un frame dei video delle indagini

Una rete di spaccio capillare. Al dettaglio. Tanto che la cocaina arrivava direttamente a casa dei clienti con un particolare servizio a domicilio, quasi come se fosse un servizio di food delivery con tanto di "centralino" e "fattorini". E dell'analogia se ne erano resi conto anche loro, tanto che quando parlavano di affari chiamavano le dosi di coca "pizze". 

Di "bianca" — stando a quanto riferito dagli investigatori — ne avrebbero venduta tanta. Secondo i detective riuscivano a muovere circa un chilo di cocaina a settimana. E nella giornata di mercoledì 24 luglio i carabinieri del comando provinciale di Milano hanno di fatto decapitato l'organizzazione criminale con tredici arresti. Le persone in manette, volti noti per le forze dell'ordine, sono tutte accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di cocaina e spaccio.

Le indagini dopo il selvaggio pestaggio in carrozzeria

Le indagini, come riportato in una nota diramata dai carabinieri del comando provinciale di Milano, sono nate nel marzo del 2018 in seguito all'irruzione di un commando armato nel capannone della carrozzeria New Car di Novate Milanese; irruzione a cui seguì il pestaggio del gestore 42enne. Formalmente si trattò di una rapina (gli portarono via un borsellino), ma i metodi utilizzati fecero scattare l'allarme in procura: l'azione era troppo eclatante. E secondo i magistrati sotto a uno spesso strato di violenza si nascondeva altro.

Dal 12 marzo, il giorno del blitz in carrozzeria, gli investigatori hanno iniziato a scavare nel mondo della criminalità milanese scoprendo una "faida tra gruppi criminali, insorta per contrasti sul controllo dello spaccio di  cocaina su una vasta zona di Milano", e in particolare nei quartieri di Comasina e di Quarto Oggiaro e per debiti contratti per la compravendita dello stupefacente.

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Le indagini dei carabinieri

Gli investigatori hanno ascoltato le loro telefonate, hanno studiato il loro gergo, li hanno pedinati e registrato i loro movimenti. Sono diventati la loro ombra. E durante l'indagine, come riferito dagli investigatori, è emersa la piena operatività di un'associazione dedita al traffico di cocaina in grado di piazzare un chilo di droga a settimana, utilizzando basi logistiche per il deposito e il confezionamento dello stupefacente. Attività che è stata stroncata nella giornata di mercoledì quando sono state notificate le misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano Lidia Castellucci e messe a segno dai carabinieri del comando provinciale di Milano.

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