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Le immagini / Porta Ticinese / Via Emilio Gola

Il raid con le mazze e lo spaccio sui Navigli: sgominata banda. Video

In tutto 13 persone sono state raggiunte da un'indagine della Squadra Mobile

Droga venduta al dettaglio e all'occorrenza anche blitz per massacrare avversari e risolvere dissidi. Proprio da uno di questi pestaggi, portato a termine il domenica 28 gennaio, sono partite le indagini che hanno portato all'arresto di cinque persone e all'allontanamento di altre otto.

La polizia di Stato, coordinata dalla procura della Repubblica di Milano, ha eseguito le varie ordinanze contro gli interessati. Sono tutti marocchini ed egiziani, pregiudicati e irregolari sul territorio nazionale. Ritenuti responsabili, a vario titolo, di lesioni personali, rapina, possesso illegale di arma da sparo e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il blitz in via Barrili

Tutto cominzia quando il 28 gennaio un egiziano viene aggredito violentemente da un gruppo di almeno otto persone. Calci, pugni e bastoni di legno. L'assalto finisce con il ferito pieno di contusioni alla faccia e un trauma cranico. E rapinato del telefono cellulare e due collane. Le indagini compiute dagli agenti della Squadra Mobile milanesi sono partite dall'analisi di un video che ha immortalato le fasi dell'aggressione.

Sin dal principio, tenuto conto della dinamica, della violenza e dei soggetti coinvolti, è stato ipotizzato che all'origine del raid potesse esserci una questione legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Attraverso la meticolosa consultazione delle banche dati, tramite servizi di osservazione sul territorio e analisi dei tabulati, i poliziotti sono arrivati all'identificazione di quattro dei partecipanti all'aggressione. Tutti marocchini, pregiudicati e gravitanti nell'area di via Gola.

Lo spaccio h24 in via Gola

Le intercettazioni successive hanno permesso di aprire uno spaccato sulla piazza di spaccio di via Gola. Per prima cosa sono state identificate altre nove persone, anch'esse nordafricane, tutte attive nella vendita al dettaglio di cocaina ed hashish. Lo spaccio, stando alla ricostruzione della questura di Milano, avveniva senza interruzione. Previo accordo telefonico o direttamente in strada.

I vari spacciatori avevano dei luoghi di riferimento dove i singoli acquirenti sapevano di poterli trovare, giorno e notte. L'attività investigativa ha permesso di accertare, specialmente attraverso l'utilizzo di telecamere installate dagli investigatori, come i pusher fossero soliti nascondere le dosi in punti strategici quali fioriere e saracinesche di negozi, con il chiaro fine di evitare i sequestri in occasione dei controlli delle forze dell'ordine. 

La donna con la casa occupata base di spaccio

Tra gli indagati, anche una donna marocchina, trentunenne pregiudicata, che aveva la sua base logistica in un appartamento abusivamente occupato in via Gola. Abitazione poi sgomberato dalle forze dell'ordine. La donna riceveva i clienti a casa o faceva recapitare le dosi ai clienti tramite dei cavallini in strada o nel cortile dello stesso stabile.

Dalle intercettazioni telefoniche è emerso anche che, in alcuni casi, gli acquirenti acquistavano la sostanza dietro corrispettivo di beni materiali quali telefoni cellulari, collanine, cuffie wireless e monopattini, oggetti verosimilmente frutto di scippi e furti commessi nell'area della movida dei Navigli.

L'uomo che scappa all'alt e la polizia che spara

A uno degli indagati,  marocchino di 28 anni, la Procura della Repubblica milanese contesta anche la detenzione illecita di una pistola che lo straniero aveva verosimilmente occultato in uno degli stabili di via Gola. La sera del 15 febbraio, il ventottenne si era sottratto a un controllo operato dalla Squadra Mobile all'altezza di via Montegani: fermato a bordo di un'autovettura, dopo avere fatto cenno di acconsentire al controllo di polizia, l'uomo aveva innestato la retromarcia tamponando violentemente l'auto della polizia riuscendo così a crearsi uno spazio per la fuga.

Gli agenti, nella circostanza, hanno sparato alcuni colpi con la pistola d'ordinanza che, tuttavia, non hanno fatto desistere l'indagato che si è allontanato per poi essere rintracciato in tarda nottata nei pressi di via Pichi mentre tentava di nascondersi agli equipaggi inviati in zona.

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