Cronaca Baggio / Via Lucca

Sparatoria in via Lucca in pieno pomeriggio: «Giorno di mercato, e se fosse passato qualcuno?»

29enne gambizzato sotto i portici, la polizia ha trovato quattro bossoli. Dal Municipio: «Abbiamo chiesto le telecamere, il Comune ci ha risposto che se ne parlerà nel 2018»

La polizia scientifica sul luogo dell'agguato (Foto Melley)

Tre colpi d'arma da fuoco uditi dai palazzi di via Lucca (la polizia dirà di aver trovato quattro bossoli): un agguato a un ragazzo di 29 anni, che non abita né al civico 20 (quello più vicino al portico della sparatoria) né intorno. Non erano le tre del pomeriggio di mercoledì 29 novembre, e i residenti (che nell'immediato hanno pensato, più che altro, a petardi sparati da ragazzini) sono preoccupati. «Se fossi tornata prima dall'università, avrei potuto trovarmi in mezzo», spiega una ragazza che, per tornare a casa, percorre proprio quel portico.

Il 29enne non è in pericolo di vita: i sanitari del 118 lo hanno portato al San Paolo in codice giallo. Chi ha sparato ha mirato alla gamba, non voleva uccidere. Nessuno ha visto alcunché, ma c'è da chiedersi che cosa sarebbe successo se fosse passato qualcuno di lì. Nel supercondominio di via Lucca, che abbraccia diversi numeri civici, vivono ottocento famiglie. Per lo più appartamenti ex Aler, ora privati. 

Qualcuno fa anche notare che, nella vicina via Bentivoglio, è giornata di mercato rionale, con via vai necessariamente più frequente del solito. L'effetto è che la gente non si sente abbastanza sicura. «Cose del genere non ne ho mai viste in quarant'anni», ci tiene a precisare un altro residente, ma la conformazione del "mega edificio" è tale per cui è facile, dall'esterno, introdursi verso i portoni dei diversi numeri civici e, magari, nascondersi tra gli angoli delle palazzine. Col buio la preoccupazione aumenta. 

Video: sparatoria in via Lucca, «abbiamo chiesto le telecamere»

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«Abbiamo chiesto al Comune di installare telecamere sul lato che dà sulla stazione di Bisceglie», spiega Andrea Afrune di Forza Italia, presidente della commissione sicurezza del Municipio 7, con familiari residenti in via Lucca, «ma Carmela Rozza (l'assessore comunale alla sicurezza, n.d.r.) ci ha risposto che se ne parlerà nel 2018». 

Un altro tema è quello di recintare il supercondominio. Qui, però, il Comune c'entra fino a un certo punto. La recinzione andrebbe fatta dai proprietari degli appartamenti, ma non tutti sono d'accordo. Tuttavia c'è anche il problema di alcune aree interne, che non sono private ma comunali. Il che obbligherebbe a recintare a sprazzi, aumentando i costi. Una soluzione possibile? Che il Comune ceda (magari gratuitamente, risparmiando sulla manutenzione futura) le proprie aree al condominio, così da permettere la recinzione complessiva del comprensorio.

Poco lontano, in via Creta,

sabato 25 novembre un altro agguato, stavolta contro un 41enne, sotto i portici del palazzone popolare. I due episodi non sembrano legati tra loro, anche perché in via Creta si spaccia giorno e notte, in via Lucca no. Tuttavia le indagini della questura sono appena iniziate, è troppo presto per dare volti e moventi agli esecutori. «Il tema non è sul singolo episodio», argomenta Afrune, «perché è chiaro che la maggior parte di questi sono casi isolati, penso anche all'omicidio del Parco di Villa Litta. Ma la sensazione è generale, ed è che Milano stia diventando una polveriera».

Proprio in questi giorni è uscita l'indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle città italiane: Milano resta prima per Pil pro capite, depositi bancari, livelli delle pensioni. Ma è addirittura ultima per "giustizia e sicurezza", penultima per numero di rapine, scippi e borseggi, oltre la centesima posizione (su centodieci) per furti d'auto, novantottesima per truffe e furti in abitazione. Non esattamente rassicurante.

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