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Cronaca

Sparatoria in tribunale, i genitori dell'avvocato ucciso: "Lo Stato ci ha dimenticati"

A tre anni dalla morte del figlio 37enne ancora non è stata fatta giustizia

Erano le 11 di mattina di un giovedì qualunque, quando il 9 aprile 2015 l'avvocato 37enne Lorenzo Alberto Claris Appiani, il giudice Ferdinando Ciampi e l'immobiliarista Giorgio Erba persero la vita colpiti dai proiettili che Claudio Giardiello, il 57enne imputato per un fallimento immobiliare, fece esplodere all'interno di un'aula del Tribunale di Milano.  Oggi a tre anni dalla strage i genitori dell'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani lamentano di essere stati completamente abbandonati dallo Stato.

Padre e madre della giovane vittima, saliti sul palco del teatro San Babila nel corso di 'Mythos Festival', con l’Unione Nazionale Vittime, hanno raccontato di essere rimasti soli ad affrontare rabbia e dolore, lunghi processi e atti che non hanno ancora fatto giustizia. Lo scrive Il Giorno. La mamma dell'avvocato deceduto, in particolare, ha voluto condividere una riflessione sulla giustizia e sul rito abbreviato, che consente agli imputati di ottenere uno sconto pari a un terzo della pena. La donna, a sua volta avvocato, ha criticato questa tipologia di processo, che insieme ad altre norme del diritto penitenziario, porta a "condanne a 16 anni di carcere per un omicidio semplice", permettendo ai colpevoli di uscire dopo solo 8 anni con la libertà condizionale. 

L'impressione dei genitori di Lorenzo Alberto Claris Appiani è che le istituzioni, incapaci di fare giustizia, li abbiano abbandonati. Attualmente i coniugi stanno combattendo una battaglia legale per vedere riconosciute le responsabilità di chi permise all'omicida Giardiello - che sta scontando l'ergastolo - di entrare in Tribunale armato di pistola.

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