Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Legnano

'Il gorilla', 'Tarzan' e gli spari col kalashnikov contro una villetta

È accaduto a Robecchetto con Induno. Il responsabile, un italiano noto alle forze dell'ordine, è stato scoperto dai carabinieri

Due uomini soprannominati 'il gorilla' e 'Tarzan', dieci colpi di kalashnikov e, immancabile, il denaro. Sono questi gli elementi principali della vicenda che nella mattinata di mercoledì 4 agosto ha portato all'arresto di un 47enne italiano da parte dei carabinieri.

L'uomo, aka 'Il gorilla', pregiudicato, nullafacente e già detenuto nel carcere di Busto Arsizio (Varese), è stato raggiunto dai militari che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Stefano Colombo, per porto illegale di armi da fuoco e minaccia. Il 47enne, infatti, è considerato responsabile dell'attentato avvenuto a Robecchetto con Induno (Milano) lo scorso 10 maggio, quando verso mezzanotte erano stati esplosi 10 colpi di arma da fuoco (calibro 7,62X39) contro la villetta di un pensionato italiano di 69 anni.

Lo scorso 22 maggio, 12 giorni dopo il blitz, 'il gorilla' era stato arrestato perché sorpreso con un revolver calibro 38 Franchi Llama con matricola abrasa e 57 proiettili calibro 38, oltre ad 14 proiettili calibro7,65. La armi erano detenute illegalmente nella sua casa. Ma in realtà le indagini erano scattate già da tempo dopo che il 9 gennaio, intorno alla mezzanotte, erano stati esplosi altri tre colpi (calibro 22) sempre ai danni del 69enne italiano (per il momento non è chiaro se in quell'episodio sia coinvolto il 47enne).

Il gorilla, Tarzan e il tessitore: l'indagine

All'epoca i militari avevano scoperto che il figlio della vittima, un 46enne noto come 'il tessitore', aveva ricevuto pressioni per ricevere denaro da un ex collega, detto 'Tarzan', che aveva lavorato con lui in una ditta di Robecchetto. Ad essere sospettato, pertanto, era stato proprio tale 'Tarzan', soggetto legato agli ambienti criminali locali e vicino alla cerchia del pensionato. Per fare luce sull'accaduto erano stati intercettati i telefoni delle persone coinvolte nonché di un altro collega del 'tessitore', un 41enne a cui 'Tarzan', oltre che chiedere soldi, aveva anche danneggiato l'auto.

Mentre gli investigatori erano al lavoro, però, nella notte tra il 9 e il 10 maggio, uno scooter si era avvicinato alla villetta del pensionato, dove viveva anche il figlio, aka 'il tessitore', e aveva esploso diversi colpi contro la casa con il fucile d'assalto sovietico, verosimilmente un kalashnikov. Guardando e riguardando le immagini delle telecamere di  video sorveglianza presenti nella via era stata individuata la sagoma dell'autore del blitz, il quale era arrivato in motorino, si era messo a circa 30 metri dall'abitazione e aveva aperto il fuoco, per poi sparire. L'uomo, peraltro, aveva già provato a compiere il delitto la notte precedente, come immortalato dagli occhi elettronici, ma aveva fallito perché la pistola gli si era inceppata.

VIDEO. L'agguato alla villetta con il kalashnikov

Le registrazioni sono state mostrate al 'tessitore', che ha ipotizzato di riconoscere in quella sagoma 'il gorilla', un amico di 'Tarzan' (l'ex collega che gli aveva più volte chiesto dei soldi), conosciuto per essere un violento. A quel punto l'uomo è stato tenuto d'occhio fino a quando, dopo la perquisizione dello scorso 22 maggio, che aveva portato alla scoperta di armi e proiettili, per lui erano scattate le manette e si erano aperte le porte del carcere di Busto.

I carabinieri, inoltre, controllando persone dell'ambiente di 'Tarzan' e del 'gorilla', sono riusciti a rinvenire altre munizioni oltre che della droga destinata alla piazza di Robecchetto. Ad essere denunciati dopo il ritrovamento un 48enne italiano detto 'katanga' e il figlio 23enne; mentre 'frio', un 53enne italiano, è stato tratto in arresto.

La confessione

Interrogato dal sostituto procuratore Nadia Calcaterra, il Gorilla lo scorso 15 luglio ha confessato di essere l'autore dell'attentato contro la villetta del 69enne, assumendosi l’intera responsabilità per i colpi esplosi il 10 maggio nonché per il tentativo fallito della sera precedente. A suo dire all'origine del delitto ci sarebbero motivi di gelosia: sembrerebbe che l'uomo fosse convinto che il 'tessitore' avesse una relazione con la sua compagna. Gli inquirenti, tuttavia, credono che sotto alla questione ci sia ben altro ma mantengono il massimo riserbo. Non sono state trovate, invece, le armi utilizzate. Il 47enne, interrogato, ha detto di averle smontate ed essersene disfatto. Anche su questo aspetto, tuttavia, sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine.

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