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Milano sfida la mafia: case e negozi confiscati dati in "regalo" ai cittadini e alle associazioni

La giunta ha chiesto che 17 spazi confiscati alla criminalità vengano assegnati al comune

Dalle mani della criminalità organizzata a quelle del comune. Per passare poi, come simbolo di rinascita, a quelle dei cittadini tutti.

Giovedì mattina, la giunta di palazzo Marino ha chiesto formalmente che diciassette unità immobiliari confiscate alla mafia vengano assegnate a titolo gratuito al comune di Milano.

Gli spazi - appartamenti, box, cantine, posti auto e negozi - sono attualmente gestiti dall'agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e potrebbero presto entrare nel patrimonio dei milanesi. 

"L’amministrazione - ha chiarito la giunta in una nota - li destinerà a fini sociali attraverso l’assegnazione a terzi con una procedura a evidenza pubblica". L'idea del bando è quella "di mettere alcuni degli appartamenti a disposizione di cittadini in difficoltà, ma anche di ricavarne dei luoghi di incontro e socialità".

“Quando anche queste assegnazioni saranno ultimate – ha commentato l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino – arriveremo a superare quota duecento beni confiscati gestiti dal comune, passando così da meno di cento a più di duecento in cinque anni. È un risultato notevole che dimostra l’impegno delle istituzioni per sconfiggere tutte le mafie. Questi immobili sono simboli, ma anche mezzi concreti per favorire la socialità. Ci auguriamo quindi - ha concluso l'esponente di palazzo Marino - che l’agenzia nazionale che li gestisce concluda in fretta le procedure, affinché le unità immobiliari possano essere riconsegnate alla cittadinanza”.

Prima dell'assegnazione - ha spiegato il comune - sarà infatti necessario che la stessa agenzia si occupi di liberare i locali che risultano occupati e di sanare eventuali debiti. 

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