Cronaca

Stalker recidivo, minacciò l'ex con la pistola in strada: obbligato a curarsi

La decisione del Tribunale di Milano

La decisione del tribunale: stalker obbligato a un percorso di recupero

Ha ucciso la suocera percuotendola fino a farla morire e si è fatto dieci anni di carcere. Poi, poco dopo essere stato liberato, ha manifestato un comprtamento violento con la moglie e il matrimonio è finito. Infine l'uomo è stato arrestato a dicembre 2016 per avere minacciato la ragazza, incinta di lui, con cui la relazione era appena terminata, presso la fermata di un autobus con una pistola.

Ora l'uomo dovrà sottoporsi ad un percorso terapeutico obbligato, una "ingiunzione terapeutica" disposta dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia. L'equipe che si occuperà di lui sarà condotta dal criminologo Paolo Giulini e verrà composta da professionisti multidisciplinari: avvocati, psicoterapeuti, educatori e sociologi. Un simile percorso può essere stabilito dal tribunale a partire dalle novità introdotte a luglio 2017 nel Codice antimafia, che prevede l'adozione di misure di prevenzione anche per gli stalker.

Il motivo di questa decisione sta nel fatto che, nel giro di alcuni mesi, con tutta probabilità scadrà la carcerazione preventiva e l'uomo potrebbe tornare libero in attesa del processo. E questo, però, potrebbe in astratto rappresentare un pericolo verso la ragazza che ha subìto le sue minacce. E che, infatti, è stata avvisata dal tribunale di questo percorso terapeutico. Che dovrebbe iniziare appena finita la custodia in carcere, anche se il diretto interessato potrebbe iniziare anche mentre è in cella, a sua scelta.

Il protagonista è il 42enne Francesco Palmisano: l'ultimo arresto risale, come detto, al pomeriggio di lunedì 5 dicembre 2016. L'uomo si è presentato (insieme al figlio 14enne avuto dal precedente matrimonio) ad una fermata della 90 di viale Tibaldi e ha aspettato che arrivasse, uscita dal lavoro, la ragazza di 31 anni con cui era appena terminata una relazione (e che era incinta di lui da due mesi). 

Quando la 31enne è arrivata alla fermata del filobus, Palmisano ha estratto una pistola per minacciarla, colpendo anche un vetro di un mezzo Atm, e lei ha telefonato al 112. Sabato 3 dicembre lei lo aveva già denunciato perché, immediatamente dopo la fine della relazione, aveva iniziato a perseguitarla seguendola o appostandosi tra la casa e il lavoro. La polizia è andata a cercare l'uomo nella sua abitazione di Baggio e lo ha arrestato. Il figlio 14enne ha confermato che suo padre aveva una pistola in viale Tibaldi. 

L'omicidio della suocera risale invece al 2006, quando Palmisano picchiò la donna nell'appartamento di lei fino a farla morire. L'uomo fu condannato a tredici anni di carcere e uscì in affidamento nel 2013.

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