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Monumenti, l'idea: dedicare una statua alle bambine vittime di violenza

Una petizione e un appello al sindaco di Milano

Ogni minuto, nel mondo, 23 bambine e adolescenti sposano (costrette) uomini spesso molto più adulti di loro e ne subiscono le violenze. Ogni anno, nel mondo, tre milioni di bambine sono vittime di mutilazioni genitali. In italia, nel 2018, oltre 900 bambine e ragazze sono state vittime di violenza sessuale. Numeri drammatici che hanno portato l'associazione Terre des Hommes (che cura il Dossier Indifesa) a chiedere un gesto simbolico alla città di Milano: erigere un monumento dedicato alle bambine vittime di violenze.

La petizione, indirizzata al sindaco Beppe sala, si può firmare online. «Sarà un segno tangibile e duraturo dell'impegno della nostra comunità a invertire la rotta e andare verso una società più paritaria e più giusta, dove ogni bambina possa crescere al riparo dalla violenza ed esprimere appieno le proprie potenzialità», dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia.

Statua alle bambine vittime di violenza

Gli abusi legati al genere vanno dai matrimoni precoci alle violenze sessuali, dalle mutilazioni genitali allo sfruttamento e alla schiavitù: «Dedicare una statua a tutte le bambine e ragazze vittime di abusi e violenze, nel cuore di una delle città più importanti d'Europa, simbolo di progresso e di diritti civili, significa tenere un riflettore sempre acceso sul problema, per mantenere alte la consapevolezza dell'opinione pubblica e l'attenzione dei decisori politici mondiali».

La petizione ha già raccolto il sostegno di varie personalità tra cui le scrittrici Flavia Piccinni e Chiara Gamberale, i giornalisti Stella Pende e Piero Colaprico, l'editore Gianluca Foglia, la deputata del Pd Lia Quartapelle, le consigliere comunali milanesi del Pd Diana De Marchi e Angelica Vasile. Le firme verranno consegnate al sindaco e ai consiglieri comunali. Primo obiettivo, ricevere la concessione di un'area destinata alla posa della statua, ma «se avremo il via libera - conclude Ferrara - è nostra intenzione aprire una "call for ideas" per immaginare l'opera e una campagna di crowfunding pubblico per realizzarla».

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