Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Porta Vittoria / Corso di Porta Vittoria

Strage in tribunale, Giardiello mostra segni di pentimento

Il suo avvocato punta all'incapacità di intendere e di volere

Il primo segno di pentimento, per Claudio Giardiello, è arrivato durante l'udienza preliminare del 7 marzo, a Brescia. L'uomo è l'autore della strage in tribunale a Milano del 9 aprile 2015, quando uccise a colpi di pistola il giudice Fernando Ciampi, il suo ex socio Giorgio Erba e il suo ex avvocato Lorenzo Claris Appiani, per poi essere catturato nell'hinterland di Monza dopo una fuga. 

«Non ha senso che io chieda perdono per quello che ho fatto: chiedere perdono è poco. Ma voglio che i parenti delle vittime sappiano che sono sconvolto». Queste le parole di Giardiello in aula, davanti ai parenti delle sue vittime.

Il suo avvocato ha chiesto il rito abbreviato ma subordinato ad una perizia psichiatrica: l'intento è quello che Giardiello sia dichiarato incapace (almeno in parte) al momento della strage. La difesa dell'uomo adduce una perizia medica del 2005 in cui Giardiello era stato dichiarato sofferente di sintomi legati a disturbo di personalità ossessivo-compulsivo. 

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