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Martedì, 23 Aprile 2024
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Gli stranieri rimpatriati dopo furti e rapine

Tre uomini sono stati espulsi dalla polizia dopo gli episodi

Il questore di Monza e della Brianza, Marco Odorisio, ha disposto l’accompagnamento in frontiera e al Cpr di Milano di tre cittadini stranieri irregolari sul territorio e gravati da numerosi precedenti penali. Nella giornata di giovedì 9 marzo, gli agenti hanno accompagnato all’aeroporto di Milano Malpensa, per il definitivo allontanamento dal territorio nazionale, un cittadino georgiano di 28 anni, in Italia dal 2021. Il 28enne era stato denunciato a piede libero nel mese di agosto per essersi reso responsabile del furto di un profumo in una nota catena di prodotti di bellezza ed era già stato rimpatriato nel paese di origine dal questore di Milano, ma era riuscito a rientrare in Italia sotto un altro nome, senza che fossero trascorsi i cinque anni di divieto di reingresso impostigli. Nel mese di dicembre, però, si rendeva responsabile di un tentativo di rapina ai danni di un antiquario di Milano: nuovamente arrestato, veniva condannato e disposto il suo allontanamento. Provvedimento che il questore di Monza e della Brianza ha eseguito disponendone il rimpatrio in Georgia.

Sabato 11 è stata la volta di un cittadino marocchino di 39 anni, irregolarmente presente in Italia dal 2004, che aveva commesso un notevole numero di reati sia di natura predatoria, sia contro la persona sia in materia di stupefacenti: arrestato nel 2004 per furto, nello stesso anno si rendeva più volte colpevole di rapina a mano armata, prima ai danni di una donna, alla quale sottraeva la bicicletta, il portafogli e il telefono cellulare, poi ai danni di un giovane che fermava mentre era sul proprio ciclomotore per sottrargli il cellulare. Condannato a 4 mesi di reclusione per rissa e denunciato per ubriachezza molesta, nel 2005 veniva arrestato per aver spacciato stupefacenti all’interno del Parco di Monza. Nel 2008 veniva nuovamente arrestato per aver provocato lesioni a un connazionale all’interno di un bar con un coltello dalla lama di 25 cm e denunciato per minaccia a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma, reato per il quale scontava una condanna a 7 mesi di reclusione. Nel 2010 veniva trovato in possesso di 12 grammi di hashish e di una somma provento di spaccio e quindi nuovamente arrestato. L’anno successivo veniva querelato da un connazionale per lesioni aggravate procurategli con un coltello e un sasso a seguito di una lite presso un chiosco di bibite a Brugherio, reato per il quale veniva condannato a 11 mesi di reclusione. Sottoposto agli arresti domiciliari per violenza privata, veniva ancora una volta arrestato perché in possesso di 36 grammi di cocaina e circa 28mila euro in contanti.

Scarcerato dalla Casa Circondariale di Monza sabato 11 marzo e accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della questura, è stato accompagnato e collocato da personale dell’Ufficio Immigrazione al centro permanente per i rimpatri di Milano. Lì, grazie al posto messo a disposizione dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, lo straniero sarà trattenuto per il tempo necessario all’esecuzione del provvedimento espulsivo per un definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Nella giornata di lunedì 13 marzo, un altro cittadino marocchino 29enne è stato definitivamente rimpatriato nel paese di origine. L’uomo, giunto in Italia clandestinamente nel 2014, veniva arrestato da personale della questura nel 2020 per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di sostanze stupefacenti. Il cittadino maghrebino, fermato dai poliziotti per un normale controllo, si dava alla fuga a bordo di una bicicletta, ma vistosi bloccato dall’autovettura di servizio, la speronava costringendo uno degli operatori a spostarsi per non cadere nel fiume adiacente e, una volta bloccato, percuoteva con calci e pugni l’altro poliziotto. All’atto della perquisizione, venivano rinvenute 20 dosi di cocaina, per un totale di circa 15 grammi. Identificato dal Consolato marocchino e sottoposto a udienza di convalida innanzi al giudice di Pace di Monza che ne autorizzava l’accompagnamento in frontiera, è stato accompagnato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo della Royal Air Maroc per Casablanca, con il definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

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