"Onore a Benito Mussolini", ultras della Lazio a processo a Milano: "Propaganda fascista"

A processo gli ultras che esposero lo striscione in Loreto nel 2019 prima di Milan-Lazio

Lo striscione

Alla sbarra. Sono stati mandati a processo per propaganda fascista - reato previsto dall'articolo 2 della legge Mancino - gli ultras della Lazio che lo scorso 24 aprile, alla vigilia della festa della Liberazione, avevano esposto a due passi da piazzale Loreto lo striscione "onore a Benito Mussolini" facendo saluti romani al grido di "camera Mussolini, presente". 

Tra i rinviati a giudizio c'è anche Claudio Corobolotti, storico capo degli Irriducibili - l'ex gruppo guida della curva nord laziale - e con un passato nella segreteria di Gianni Alemanno ai tempi in cui era sindaco di Roma. Lo "spettacolo" dei laziali era andato in scena prima di Milan-Lazio, valevole per la semifinale di coppa Italia, e i tifosi erano poi stati identificati grazie ai video e fermati tra corso Como - in compagnia di un paio di interisti, gemellati - e piazzale Lotto.  

Nelle scorse ore, dopo un precedente avviso di chiusura indagini, il pm di Milano, Leonardo Lesti, ha disposto la citazione diretta a giudizio per gli imputati. Il processo, stando a quanto appreso, prenderà il via il 21 giugno prossimo. 

Quella "manifestazione" in pieno centro città - con i tifosi che avevano anche bloccato il traffico - aveva causato non poche polemiche sotto la Madonnina. Di "insopportabile provocazione alla vigilia del 25 Aprile", aveva parlato Roberto Cenati, presidente dell'Anpi meneghina. "Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista", era invece stato il commento del sindaco, Beppe Sala. 

"Lo spettacolo che ci hanno 'regalato' gli ultras della Lazio é aberrante e non tollerabile — era stato l'attacco della consigliera regionale del M5s, Patrizia Bedori —. Milano, medaglia d'oro alla Resistenza, non si merita nulla di tutto ciò. È uno sfregio che i milanesi e tutti coloro che hanno dato la propria vita per la democrazia non meritano. Un video che fa venire i brividi e che speravamo di non dover mai guardare".
 

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