Venerdì, 25 Giugno 2021
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Studi umanistici: in Statale sarà "rivoluzione" su tesi, esami e lezioni

Le proposte del preside: basta con la discussione orale della tesi e meno appelli. Gli studenti non ci stanno

L'assemblea di dicembre (Fb Unisi - Studi Umanistici)

Alla facoltà di Lettere in Statale si prepara la "rivoluzione", ma gli studenti cercano di opporsi. Che succede? Semplice: un calendario didattico più in linea coi tempi (e con le altre facoltà e università), meno rilevanza alla tesi triennale, meno appelli d'esame durante l'anno accademico. In "soldoni" sarebbero queste le novità principali a cui stanno pensando i membri di una commissione creata "ad hoc" per studiare la riforma: tre docenti e tre studenti, oltre a Corrado Sinigaglia, ordinario di logica e filosofia della scienza e preside della facoltà di Studi umanistici (il nome corretto dell'antica "Lettere e filosofia"), che presiede la commissione stessa.

La commissione è stata una "vittoria" degli studenti di facoltà, che a dicembre 2015 si erano "coalizzati" contro le ipotesi di corridoio di riforma e avevano appunto ottenuto un confronto istituzionale. Della commissione fanno parte Giulia Lami (storia dell'Est Europa), Alessandro Cassol (letteratura spagnola) e Alfonso D'Agostino (filologia italiana), oltre a tre rappresentanti degli studenti: Giacomo Aresi (Unisi), Francesco Guarinelli (Obiettivo Studenti) e Gabriele Lippi (Obiettivo Studenti).

La soluzione non è ancora definita al cento per cento. La prima idea è quella di limitare la tesi di laurea triennale ad uno scritto da presentare alla commissione, in pratica eliminando la presentazione orale e - in diretta conseguenza - aumentando quella dello scritto. Secondo Sinigaglia, di scritti se ne fanno fin troppo pochi per essere una facoltà umanistica. Ma soprattutto, la tesi ha un valore di 9 crediti, mentre alcuni esami orali ne fanno ottenere anche di più.

La seconda idea è quella di limitare il numero di appelli, fino a un massimo di sei o sette all'anno, come del resto già accade in altre facoltà della Statale, magari cercando di fornire un calendario annuale di appelli per far sì che gli studenti possano programmare per tempo il loro studio. La proposta iniziale di Sinigaglia parlava di due appelli tra il 1 dicembre e il 15 febbraio, tre appelli tra il 15 maggio e il 15 luglio e infine un appello tra il 1 settembre e il 20 settembre. 

La terza idea, anticipare l'inizio delle lezioni a metà settembre e comunque sospenderle durante i periodi indicati per gli appelli d'esame (e le sessioni di laurea). L'obiettivo complessivo è quello di non sovrapporre lezioni ed appelli d'esame, anticipando le prime e riducendo i secondi.

Gli studenti, però, non ci stanno. Già a dicembre, forti di migliaia di firme raccolte, hanno avanzato le contro-proposte di una "discussione breve" per la tesi triennale (circa un quarto d'ora) e di riduzione a 8 appelli all'anno, anziché 6 come nella proposta di Sinigaglia. Il timore è che, con molti meno appelli d'esame, aumentino i fuori corso e gli abbandoni; gli studenti, inoltre, tengono a non "mortificare" l'impegno comunque richiesto nella stesura della tesi di laurea, mantenendo la discussione orale. Ora la parola finale passa alla commissione creata apposta.

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