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Preso lo stupratore seriale: l'appuntamento, poi le botte, il sequestro e la violenza 'crudele'

In manette Davide Corona, un uomo di 30 anni. Sei gli stupri di cui è accusato. I fatti

Il modus operandi era studiato, dettagliato. Era drammaticamente e tragicamente sempre lo stesso: dall'appuntamento alle minacce fino alla violenza, che investigatori e inquirenti definiscono "crudele". Perché crudeli erano le azioni di Davide Corona, un pregiudicato di 30 anni di origini sarde e domiciliato nel lodigiano, che giovedì mattina è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di violenze sessuali e rapine commesse tra maggio e novembre 2019 tra Lodi, Milano e Cremona. 

Il 30enne si trova già in carcere a Monza, dove è recluso dallo scorso novembre, quando i carabinieri della compagnia Duomo - coordinati dal pm Maria Letizia Mannella - lo aveva arrestato per lo stupro, il sequestro di persona e la rapina ai danni di una 70enne, che era stata tenuta in ostaggio per ore e violentata più volte nel suo appartamento in zona Arco della Pace. 

Ad entrare in azione - avevano accertato le indagini - era stato uomo che la vittima aveva conosciuto su un sito di incontri per adulti, con il quale aveva inizialmente concordato una prestazione sessuale a pagamento. Il "cliente" si era però rivelato sin da subito aggressivo e violento, aveva chiuso la donna in casa, abbassato le tapparelle e, dopo essersi impossessato dei suoi cellulari, l’aveva picchiata, minacciata con un coltello a serramanico e costretta a compiere ripetutamente atti sessuali. Infine, prima di andarsene, le aveva anche portato via 500 € in contanti.

Il lavoro di investigatori e inquirenti, grazie a elementi raccolti sulla scena del crimine e le immagini dei circuiti di videosorveglianza, aveva permesso di dare allo stupratore il nome di Davide Corona. Già da quel momento, però, era apparso evidente che quello non fosse il suo unico folle blitz per "la spregiudicatezza ed efferatezza" che aveva mostrato. 

Infatti i successivi accertamenti, svolti da militari e Squadra Mobile della Questura di Lodi, hanno permesso di accertare che il 30enne era stato responsabile di altre cinque violenze sessuali consumate tutte con lo stesso malato copione. Gli episodi - scrive chi ha indagato - sono tutti "connotati da particolare crudeltà e violenza, poiché spesso consumati sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, dopo aver sequestrato, minacciato e percosso la vittima". 

Adesso Corona, un perfetto stupratore seriale, dovrà rispondere davanti a un giudici di tutte le sue azioni. 

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