Milano, agente della polizia penitenziaria si suicida con la pistola d'ordinanza in un garage

Si tratta di un assistente capo di 45 anni in servizio alla Casa Circondariale di Opera

Due agenti della polizia penitenziaria si sono suicidati a poche ore di distanza, nella giornata di mercoledì. Una delle tragedie è avvenuta a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, l'altra a Milano. 

“Si tratta di un assistente capo di 45 anni in servizio alla Casa Circondariale di Opera e impiegato al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti di Milano, si è tolto la vita a Milano con l’arma di ordinanza. L’uomo, originario di Calimera (Le), più di 20 anni di servizio nella Polizia Penitenziaria, divorziato, persona seria e apparentemente tranquilla, è stato trovato nel primo pomeriggio nel garage di casa”.  A dare la triste notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sapper).

“Due casi di suicidio, uno pure aggravato da un omicidio, sono sconvolgenti - aggiunge, affranto, il leader del Sappe -. Tragedie che ogni volta che si ripetono determinano in tutti noi grande dolore e angoscia”.

Capece sottolinea che “allo stato non è possibile dire quali siano state le ragioni che hanno portato l’uomo a questo tragico gesto, e quindi non sappiamo se possano eventualmente esseri anche ragioni professionali. Certo è che è luogo comune pensare che lo stress lavorativo sia appannaggio solamente delle persone fragili e indifese mentre il fenomeno, colpisce inevitabilmente anche quelle categorie di lavoratori che, almeno nell’immaginario collettivo ne sarebbero esenti”.

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“L’Amministrazione Penitenziaria non può continuare a tergiversare su questa drammatica realtà”, chiosa Capece. E conclude: “Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria”.

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