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Cronaca

Stritolati dalla crisi, due suicidi in due giorni nel Milanese

Dopo l'autotrasportatore trovato impiccato in una cantina, nella sera di mercoledì si uccide un imprenditore 41enne di Milano. In un bigliettino scrive: "Troppi debiti, non ce la faccio"

Forse non è solo un "allarme" giornalistico. Ma qualcosa di più. Il numero di persone che si sta togliendo la vita a causa della crisi - persone che hanno perso il lavoro, oppure piccoli imprenditori che non riescono più a fronteggiare debiti e stipendi a causa della stretta del credito - sta tristemente aumentando. 

Mercoledì, a Milano, due casi noti. Un ex autotrasportatore è stato trovato impiccato nella cantina della propria casa. Separato dalla moglie, stava inutilmente cercando lavoro da un anno. Non riusciva a trovare nulla. 

Nel Lecchese, poi, in serata di mercoledì, un altro dramma. Un imprenditore 41enne milanese, oberato da scadenze di pagamenti, si è gettato dal ponte di Paderno d'Adda: un volo di 80 metri, che purtroppo non gli ha lasciato scampo. 

Non ci sono numeri certi sui gesti estremi, anche per una comprensibile (e secondo noi giusta) ritrosia da parte di forze dell'ordine e soccorritori nel fornire dati precisi, visto che si tratta di drammi privati: ma sarebbero già una quindicina le persone nel Milanese che, dall'inizio dell'anno, si sono tolte la vita per questioni legate alla perdita dell'impiego. E a Roma, a Pietralata, un altro imprenditore si è tolto la vita mercoledì. 

 

 

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