Cronaca

Svendita totale alla Bocca, chiude? «No, combattiamo la crisi»

Il cartello "Svendita totale" aveva insospettito molti milanesi (e anche noi). Ma il proprietario della storica libreria Bocca smentisce categoricamente a MilanoToday: "E' solo momento nero per crisi, ci servono soldi"

Molti milanesi si erano insospettiti davanti al grande cartello “Svendita totale” esposto sulla vetrina della libreria Bocca, un pezzo di storia (e d’arte) di Milano in galleria Vittorio Emanuele. La paura era semplice: chiude?

Conoscendo i precedenti era normale preoccuparsi: i 50 metri quadrati della famiglia Lodetti erano sono più volte messi a repentaglio, soprattutto nel 2008, quando l’aumento esponenziale degli affitti (del 260%, denunciarono all’epoca i Lodetti) imposto dalla giunta Moratti aveva fatto temere la chiusura. Tre anni dopo, nonostante la svendita totale, questo rischio pare scongiurato.

A confermarcelo è stato lo stesso Giacomo Lodetti, il titolare della storica libreria d’arte fondata nel 1775 a Torino e sopravvissuta solo a Milano, dove è stata dichiarata locale storico dal Ministero dei beni culturali, dal Comune e dalla Regione, senza contare il titolo di cui Lodetti va più fiero, quel “Luogo del cuore” conferito dal Fai nel 2007, unica attività commerciale in tutta Italia ad averlo ricevuto. Ebbene: ci hanno spiegato che la svendita (con sconti fino all’80%) serve a combattere la crisi, ma gli amanti della “Bocca” possono stare tranquilli, almeno per ora.

Ma i dubbi di cittadini e amanti dell’arte rimangono, visto oltretutto che l’assessore al demanio Castellano, tre giorni fa, ha dichiarato che il Comune è intenzionato a raggiungere 27 milioni di euro di incasso annui dagli affitti dei locali in centro, contro i 12 che guadagna attualmente.

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