Cronaca

Cinque ospedali milanesi a rischio tagli: i conti sono troppo in rosso

L'avvertimento dal ministero, anche se le decisioni verranno condivise con Maroni: che farà di tutto per evitare i tagli ai servizi

Il Niguarda

Cinque ospedali milanesi presentano un buco preoccupante, 141 milioni di euro in totale, che ha creato allarme fino al ministero della salute. Imperativo categorico: tagliare. Ma senza pregiudicare la qualità, ovviamente. Che nel caso degli ospedali significa garanzie per la salute dei pazienti. Da Roma promettono che non imporranno nessuna scelta pratica, anzi che queste verranno comunque concordate con il Pirellone. L'elenco ufficiale degli ospedali che preoccupano la capitale non esiste, ma i nomi sono noti.

Niguarda, San Carlo e San Paolo nella città di Milano, anzitutto. E poi Garbagnate e Melegnano. Per questi nosocomi la prospettiva è un piano di rientro dal "buco" in tre anni, a partire dal 2016. I rientri devono essere pianificati in quegli ospedali in cui i costi superano i ricavi di oltre il 10% oppure di 10 milioni di euro. 

Il Niguarda sembrerebbe l'ospedale "messo peggio", con un buco che supererebbe i 35 milioni di euro. Noti da tempo anche i problemi del San Carlo, che deve anche "combattere" con strutture vetuste. Presto si capirà l'intenzione della regione e del presidente Roberto Maroni: non potrà certamente negare i buchi, ma forse cercherà di evitare i tagli.

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