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La Lombardia vuole il tampone salivare per tutti

A rivelarlo durante l'audizione al Pirellone il dg Welfare della Regione, Giovanni Pavesi

A Bollate (Milano) lo stanno esperimentando dal 12 aprile e a quanto pare con successo. Tant'è che adesso la Regione Lombardia punta a espandere l'avventura del tampone salivare a tutto il resto del territorio.

A rivelarlo durante l'audizione al Pirellone è il dg Welfare della Regione, Giovanni Pavesi: "In questa settimana è partita una lettera precisa dell’assessore Moratti a Rezza per chiedere che ci venga formalmente autorizzato l’utilizzo del tampone salivare molecolare" ovunque. Destinatario della missiva, il ministero della Salute.

I vantaggi del tampone salivare

La sperimentazione, ha spiegato Pavesi, "ci porta a chiedere che questo strumento venga generalmente autorizzato su tutto il territorio regionale" perché viene ritenuto "uno strumento molto importante soprattutto in questa fase di riapertura delle scuole", ha detto. La prima richiesta, ha poi precisato, risale già ad "alcune settimane fa, ora l’abbiamo riproposta" in attesa di una risposta puntuale da parte del ministero della Salute.

Il test salivare permette "una minore invasività e può consentire anche una fase auto-somministrativa che non impegna il nostro personale" anche se "non significa che il tampone salivare non ha lo stesso percorso di diagnosi e segnalazione del positivo".

L'esperienza di Bollate

A Bollate il test "salivare molecolare" è stato utilizzato, per la prima volta, su tutti gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori della città a Nord di Milano, oltre che sul relativo personale scolastico, per garantire un rientro a scuola più sicuro. I risultati del test sono stati 'pubblicati' sul fascicolo sanitario regionale dello studente. In caso di positività i genitori e il medico di base/pediatra di famiglia sono stati informati per l'attivazione dei relativi protocolli sanitari. 

All'inizio della sperimentazione il sindaco di Bollate, Francesco Vassallo, aveva spiegato che il successo della campagna sarebbe stato proporzionale alla partecipazione degli studenti. "Riteniamo - aveva detto - sia un atto di responsabilità e di generosità verso l'intera comunità scolastica e cittadina perché solo se riusciremo a individuare eventuali positività potremmo immaginare di contenere il contagio del virus e tornare, tutti, ad una vita normale. Insomma è un'alleanza civica che vi stiamo proponendo: solo uniti ce la faremo".

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