Terremoto in Atm, tangenti e appalti truccati per la metro:13 arresti, tra loro anche manager

L'operazione è scattata nella mattinata di martedì 23 giugno. Nei guai due dipendenti di Atm

Immagine repertorio

Tredici persone arrestate. Tutte legate da un'inchiesta su un presunto giro di tangenti e appalti truccati; indagine che si è concentrata sui lavori legati agli impianti di segnalamento e automazione della metro di Milano.

Le misure cautelari sono state messe a segno all'alba di martedì 23 giugno quando i militari del nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza hanno eseguito un'ordinanza firmata dalla gip Lorenza Pasquinelli. Dodici persone sono state accompagnate in carcere, una è ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata al compimento di plurimi reati contro la pubblica amministrazione e in particolare corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Tra le persone coinvolte nell'indagine ci sono ci sono anche Paolo Bellini, dirigente dell'Azienda di trasporti milanesi (in Atm dal 1996) e Stefano Crippa.

Le indagini hanno riguardato in totale 30 persone fisiche e otto società. Gli investigatori hanno passato sotto la lente d'ingrandimento otto gare d'appalto per un importo complessivo di 150 milioni di euro.

Secondo le indagini, il metodo seguito dall'associazione consisteva nell'offrire alle imprese interessate a partecipare alle gare d'appalto indette da Atm la consulenza del pubblico ufficiale, sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate, trafugate dalla stazione appaltante, o garantendo la possibilità di sopralluoghi e riservati e perfino la supervisione e correzione delle bozze di offerta, fino all'indicazione precisa delle percentuali di ribasso da offrire ad Atm per battere le imprese concorrenti.

Il tutto, sempre secondo gli investigatori, in cambio della promessa di versamenti in denaro, proporzionali al valore d'appalto e cadenzati mensilmente, e all'impegno da parte dell'impresa aggiudicataria di coinvolgere  nell'esecuzione delle opere, in qualità di subappaltatori, altre società con le quali il funzionario avrebbe concordato remunerazioni illecite. Fra ottobre 2018 e luglio 2019 sarebbero state registrate promesse e versamenti di denaro per oltre 125mila euro, oltre a diverse utilità quali prestazioni di servizi e benefit vari.

Frenate brusche in metro: spunta l'ombra delle tangenti

Nell'ambito dell'indagine sarebbero stati "raccolti elementi" anche su un "episodio di corruzione" del 2006 per "l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento" della linea M1, la 'rossa', "nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza)". A spiegarlo il procuratore Francesco Greco.

La procura milanese stava già indagando sulle frenate brusche che più volte, per mesi, avevano provocato il ferimento dei passeggeri. Del sistema di sicurezza Atm si occupa la società Alstom, ora indagata nell'inchiesta sugli appalti.

Sala: "Atm eccellenza di Milano, il suo lavoro non deve e non sarà infangato dalle malefatte di pochi"

Sul caso è intervenuto anche il primo cittadino di Milano. "È sconfortante scoprire che mentre tutti si impegnano e lavorano per il bene della comunità, qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda — ha dichiarato il sindaco Sala —. Atm è un’eccellenza milanese e il suo lavoro non deve e non sarà infangato dalle malefatte di pochi. Ovviamente mi aspetto provvedimenti immediati da parte dell’azienda nei confronti di chi è stato coinvolto nei procedimenti giudiziari e una seria verifica dei processi aziendali". Così il Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

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Atm: "L'azienda è del tutto estranea ai fatti"

Nella tarda mattinata di martedì è arrivata anche una dichiarazione dell'azienda: "Atm sin da subito ha prestato la propria fattiva collaborazione alle Autorità inquirenti anche al fine di determinare al più presto gli elementi relativi alle responsabilità dei soggetti indagati e assumere tutti i conseguenti provvedimenti a riguardo — si legge in una nota —. L’Azienda è del tutto estranea ai fatti contestati, attribuiti ai singoli soggetti che, a quanto si apprende, avrebbero agito autonomamente in violazione del Codice Etico di Atm ancor prima che in violazione delle norme di legge. Di conseguenza, Atm ha già dato incarico ai propri legali al fine di tutelare l’Azienda in tutte le sedi opportune".

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