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Il processo

Il processo

Tassista ucciso in via Morgagni, compagna dell'imputato: "Stava per investirmi"

La donna ha testimoniato al processo. Il suo compagno, Davide R., è accusato di omicidio preterintenzionale

Ha testimoniato in aula la compagna di Davide R., sotto accusa per avere causato la morte del tassista Alfredo Famoso, il 23 febbraio 2014, in via Morgagni, colpendolo con una confezione di bottiglie di acqua al volto durante una lite per motivi stradali.

L'imputato risponde di omicidio preterintenzionale con l'attenunante della provocazione e l'aggravante dei futili motivi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima non avrebbe rispettato la precedenza di Davide R. e della sua compagna, che stavano attraversando a piedi sulle strisce pedonali.

L'autopsia ha stabilito che il tassista è morto non per le bottiglie al volto (che l'hanno però fatto cadere), ma per avere battuto contro la ruota di scorta di un Suv e poi contro l'asfalto, per terra.

"Stavamo attraversando la strada. Ho sentito Davide che mi fermava mettendomi una mano sul petto e poi ho visto il tassista passare. Quindi ho visto la bottiglia che volava sopra la macchina e cadeva e Davide che la raccoglieva". Questa è parte della testimonianza resa dalla donna (incinta in quel periodo) in aula. Stando sempre al suo racconto, il tassista dopo avere inchiodato la vettura sarebbe sceso e avrebbe gridato: "Dove state andando? Mi dovete pagare lo specchietto!".

Durante la giornata sono stati ascoltati anche altri testimoni. I giudici devono ora capire se la coppia stesse effettivamente attraversando la strada mentre passava il tassista, se l'imputato ha colpito l'auto con le bottiglie in modo volontario e altri dettagli.

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