Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

Protesta dei tassisti, Maran: "Pochi suggerimenti, molte bombe carta"

L'assessore alla mobilità parla in commissione trasporti e difende le cinque proposte che il comune ha indirizzato al governo per regolamentare Uber

Protesta in Centrale contro Maran (Twitter)

Le cinque proposte del comune di Milano al governo sul "caso" Uber (l'app che - secondo i tassisti - fa concorrenza sleale al trasporto pubblico con auto private) hanno scatenato un putiferio. Per tre giorni (sabato, domenica e lunedì) i tassisti milanesi sono stati sul piede di guerra, costringendo tra l'altro (sabato) la general manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini, a lasciare con la scorta la sede di un convegno, e poi bloccando spontaneamente il servizio fino a un incontro di lunedì in prefettura e il "richiamo all'ordine" da parte dei sindacati. Richiamo che però martedì mattina non tutti avevano recepito.

Ora Pierfrancesco Maran - assessore alla mobilità - spiega, dopo alcuni giorni di silenzio, il senso delle cinque proposte. Lo fa in commissione trasporti a Palazzo Marino. "Ho sentito tante bombe carta, ma non altrettanti suggerimenti che migliorassero le proposte", afferma sull'escalation di protesta, che ha raggiunto anche livelli "di guardia" dal punto di vista della sicurezza, come documentato da Striscia La Notizia. E ancora: "Serve un meccanimso che preveda oneri per l'applicazione Uber, perché noi possiamo sanzionare il singolo ma non l'applicazione stessa".

Obiettivo dell'amministrazione è tutelare la legalità ma anche conciliarla con i servizi innovativi. Maran fa anche notare che, "se avessi detto 'sono cavoli del governo', mi sarei trovato meno oggetto di una campagna personalizzata contro di me", in riferimento alle ripetute richieste di dimissioni che gli sono arrivate da più parti: dai tassisti ma anche dai partiti di centrodestra, come Forza Italia e Fratelli d'Italia.

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