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Taxi, 500 doppie guide professionali: la proposta del Comune di Milano

L'obiettivo è incrementare l'offerta, che presenta domande inevase anche del 42% in alcune fasce orarie

Il Comune di Milano intende andare avanti sul progetto di aumentare il numero di taxi in circolazione. Il motivo: la domanda ormai supera l'offerta in determinate giornate e fasce orarie, a causa della sempre maggiore attrattività di Milano che, ormai da anni, vede costantemente crescere il numero di turisti e in generale di presenze, straniere e non, rispetto a una decina d'anni fa.

I momenti principali della mancanza di offerta vengono rilevati dalle chiamate inevase: il sabato e la domenica, nella fascia oraria dalla mezzanotte alle 5 le chiamate inevase sono il 42%, nella fascia 19-21 il 31%; nei giorni feriali, nella fascia 19-21 le inevase sono il 27% e nella fascia 8-10 il 15%. Numeri che danno il senso dei provvedimenti che Palazzo Marino intende prendere: 450 nuove licenze, privilegiando il trasporto disabili (oggi le vetture adatte sono appena 41 in tutta Milano) e introduzione delle doppie guide.

Ma i sindacati dei tassisti sono sul piede di guerra e la Regione Lombardia, a cui spetta l'ultima parola sull'argomento, sembra essere dalla loro parte. Risultato: lo stallo. Ma il dialogo (almeno tra Comune e associazioni) va avanti. Le doppie guide sono il principale argomento del contendere, giacché l'aumento delle licenze, essendo una misura strutturale, può essere realmente decisa soltanto in sede regionale. E sulle doppie guide l'assessore comunale alla mobilità Marco Granelli è pronto a dimostrare che l'operazione è gradita agli stessi tassisti: sarebbero più di 150 le coppie professionali, cioè non formate da parenti, che hanno già chiesto di incrementare a 16 le ore totali di lavoro giornaliero (otto più otto, insomma). E Granelli vorrebbe portare a 500 le doppie guide con turni di 16 ore.

I sindacati hanno chiesto tempo per studiare il tema e capire se questi provvedimenti siano davvero necessari, ed anche la Regione Lombardia ha recentemente ma dai corridoi di Palazzo Marino si sente diire che gli studi esistono già, e riportano i dati richiamati sopra. Con punte, ripetiamo, del 42% di domande inevase. 

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