Sabato, 20 Luglio 2024
Guardia di finanza

Il tecnico con tre Ferrari nel box e ricchi conti correnti all'estero

Scatta il decreto di sequestro finalizzato alla confisca del Tribunale di Milano

Sulla carta era un semplice tecnico informatico, in realtà aveva dei ricchi conti all'estero e pure tre Ferrari di grande valore. Insomma, un lusso che poco aveva a che fare con le sue teoriche possibilità economiche. Per questo motivo, un cinquantasettenne di Carapelle (Foggia) è finito nel mirino della Guardia di finanza che, nella mattinata del 3 luglio, ha eseguito un decreto di sequestro finalizzato alla confisca emesso dal Tribunale di Milano. Lo riporta FoggiaToday.it.

L'uomo, originario del paese pugliese ma da alcuni anni residente in Molise, è accusato di aver costituito un ingente patrimonio attraverso la commissione di numerosi reati fiscali e finanziari (bancarotte, indebite compensazioni, associazione per delinquere, ecc.). Ad esempio, nelle carte dell'operazione condotta dalle fiamme gialle di Foggia e Lecco, si fa riferimento alle numerose auto di lusso sequestrate al tecnico informatico, che erano intestate a soggetti terzi, ma nella sua piena disponibilità (almeno secondo l'accusa).

Il maxiconto all'estero e le auto di lusso

Sono stati inoltre sequestrati tre immobili a Carapelle, intestati formalmente a una figlia, un conto corrente bulgaro con un saldo di oltre 535mila euro, ben otto auto di lusso tra cui tre Ferrari, il tutto acquistato dal 57enne con i proventi delle sue attività illecite. Nei prossimi mesi il Tribunale di Milano prenderà una decisione definitiva, cioè se confiscare definitivamente tutti questi beni, attraverso una o più udienze di discussione con la difesa.

“È un provvedimento sbagliato, tenuto conto che per i fatti contestati il mio cliente è già stato in gran parte assolto proprio dal Tribunale di Milano e quegli stessi beni erano stati tutti restituiti", commenta il suo legale, l'avvocato Michele Sodrio. Ora la questione si sposta sul piano della pericolosità sociale, ma sono certo che smonteremo questo decreto di sequestro nelle prossime settimane e all'udienza già fissata per settembre”.

L'uomo era stato colpito da ordinanza di custodia in carcere nel gennaio di quest'anno, emessa dal Gip di Brescia, perché ritenuto responsabile di accessi abusivi al sistema informatico di Terna spa, la società pubblica che gestisce la rete elettrica nazionale, oltre che per associazione per delinquere. Accusa successivamente annullata dal Tribunale della Libertà con la concessione degli arresti domiciliari. 

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