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Il "Grande fratello" del campo rom milanese: telecamere nascoste per la polizia

Diverse telecamere avvisavano i nomadi dell'arrivo della polizia

Il campo nomadi regolare tra Rozzano e Milano, di via Chiesa Rossa, aveva un vero e proprio sistema abusivo di videosorveglianza per evitare visite indesiderate: quelle dei poliziotti o dei carabinieri. 

La polizia del commissariato di Scalo Romana, infatti, ha trovato nei giorni scorsi 5 "occhi di falco" posizionati in zone strategiche del campo: tutti controllavano gli accessi principali dell'insediamento, dal sentiero che va a Gratosoglio alla strada da via Chiesa Rossa. 

Nascosti nelle abitazioni degli oltre 200 abitanti dell'area, poi, dei monitor che trasmettevano le immagini del "controspionaggio": alcuni schermi erano nuovissimi, altri di vecchia fattura. Le telecamere erano hi-tech. 

I rom adulti, quasi tutti con precedenti con la giustizia, interpellati dagli agenti, hanno cercato di spiegare il sistema come "necessità" di prevenire gli attacchi di clan rivali, ma la giustificazione è parsa subito molto labile. E' difficile ipotizzare un vero e proprio reato: verrà fatta la segnalazione al Garante della privacy perchè, per legge, è necessario mettere cartelli che avvisino della presenza di telecamere di sorveglianza e richiedere permessi. La procura è stata informata. 

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