Cronaca

Milano, fermato aspirante terrorista islamico: era pronto a compiere un attentato per l'Isis

L'uomo, un trentasettenne marocchino, è stato fermato ed espulso per "motivi di sicurezza"

Andare a combattere per la jihad era diventata la sua ossessione. Le frasi sui social, i disegni trovati in casa sua, lo scambio di messaggi con altri uomini portavano sempre e solo a quello. Un desiderio, quello di vincere la "guerra santa", che lo aveva trasformato in un potenziale terrorista pronto a colpire in nome di "Dio". 

Un uomo di trentasette anni - cittadino marocchino, irregolare - è stato fermato ed espulso martedì pomeriggio dall'Italia per "motivi di sicurezza dello Stato". Il trentasettenne - ha reso noto il ministero dell'Interno in una nota - è stato rimpatriato a Casablanca con un volo diretto da Milano Malpensa ed è diventato il novantasettesimo espulso in Italia da inizio anno. 

Le strade del marocchino e della intelligence italiana si sono incrociate la scorsa estate, quando l'uomo ha iniziato a postare sui social contenuti di chiara propaganda jihadista, giurando di essere pronto a raggiungere il Medio Oriente per unirsi allo Stato islamico. Lui stesso stava pensando, specifica il Viminale, di realizzare attentati con accoltellamenti - una sorta di "firma" dell'Isis - in Italia, anche come vendetta per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno. 

Da tempo residente a Pavia, negli ultimi mesi l'aspirante terrorista si era trasferito a San Colombano al Lambro, nel Milanese, dove viveva in una casa con il fratello, la cognata e i loro figli. Proprio in quell'appartamento, gli agenti della Digos di Milano hanno trovato un cartoncino su cui il trentasettenne aveva disegnato una bara, circondata dai nomi di diversi Paesi occidentali, tra cui l'Italia. A rendere la minaccia più credibile, poi, una frase sinistra e spaventosa: "Se Dio vuole questa sarà la vostra bara”.

Dopo l'espulsione, ora le indagini continueranno per verificare eventuali collegamenti dell'uomo con i gruppi terroristici che operano in Medio Oriente o per scoprire complici pronti a portare avanti i suoi folli propositi in Italia. 

Il trentasettenne espulso martedì non è che l'ultimo aspirante terrorista scoperto e allontanato da Milano, che si conferma per distacco la città italiana con più espulsioni. Soltanto il 13 novembre scorso, infatti, una ragazza egiziana di ventidue anni - residente con la famiglia nel quartiere Gratosoglio - era stata bloccata perché ritenuta una aspirante terrorista. La giovane, proprio come il ventisettenne, aveva manifestato la volontà di andare a combattere per l'Isis o di colpire l'Italia. Lei, avevano accertato gli investigatori, era pronta a farsi esplodere su un'autobus

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