Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Terrorista arrestata a Malpensa, la procura di Milano apre un'indagine

Si cerca di capire se la donna - sposata con un italiano, viveva in Costa Azzurra - avesse una "rete" di collegamento anche in Italia. Era scappata per andare in Siria

Combattenti dell'Isis (Repertorio)

C'è un'indagine per terrorismo internazionale aperta dalla procura di Milano per vederci più chiaro sulla vicenda della 35enne italo-marocchina R.M., arrestata a Malpensa dalla Digos il 23 dicembre.

La donna è stata fermata nell'aeroporto milanese su mandato di cattura internazionale emesso dalla corte d'appello di Parigi, e in questi casi le forze dell'ordine che materialmente catturano il ricercato non lo fanno sulla base di una indagine compiuta ma sulla base dell'atto di cattura emesso dalla magistratura straniera. 

In questo caso, però, i pm italiani sono interessati a capire se la donna avesse una "rete" di collegamenti vicini all'estremismo anche nel nostro Paese. La 35enne è sposata con un uomo italiano che vive a Juan-Les-Pins, in Costa Azzurra, dove fa lo chef, e a cui sono stati affidati i tre figli della coppia, che erano stati portati in Siria da R.M.

Il viaggio risale a marzo 2017. Il marito denunciò la scomparsa della donna e le autorità transalpine iniziarono a cercarla. Dopo qualche tempo la donna fu segnalata prima in Turchia a ridosso del confine siriano e poi in Siria, nella provincia di Idlib. Secondo quanto si è appreso, la donna aveva deciso di partire perché si era invaghita via chat con un affiliato all'Isis. Alcune settimane di silenzio e poi la 35enne ha contattato il marito facendogli sapere che aveva intenzione di tornare in Europa.

R.M. con i figli tornò dunque in Turchia e da lì s'imbarcò per Malpensa, dove l'attendevano gli agenti della Digos. L'udienza per valutare la richiesta d'estradizione in Francia è prevista per il 29 dicembre. La donna ha già dato il suo assenso.

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